Economia

Aumento IVA su quali beni: l’ipotesi del governo

Aumento IVA: hotel e ristoranti potrebbero passare allo scaglione del 22%, per la carne riduzione al 4%. Sul tavolo resta l’aumento al 12% per i beni attualmente al 10%

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Il governo è pronto ad aumentare l’IVA su alcuni beni e servizi e a diminuirla per altri all’interno di una rimodulazione che dovrebbe portare nelle casse dell’Erario 4-5 miliardi in un anno, insieme al meccanismo del cashback che dovrebbe aiutare chi paga con la moneta elettronica. Dopo le parole di Gualtieri ieri a In 1/2 Ora in più, per adesso, spiega il Messaggero, l’ipotesi più accreditata resta un aumento di due punti dell’aliquota del 10% dell’Iva. Il prelievo, insomma, passerebbe al 12% su un lungo elenco di beni e servizi: dagli alimentari, come carne e pesce, alle bollette dell’energia elettrica e del gas, alle costruzioni e ristrutturazioni edilizie, fino ai ristoranti e agli alberghi.

In realtà, per questi ultimi due settori, allo studio del governo ci sarebbe anche un passaggio di scaglione. Cene, pranzi e pernottamenti, potrebbero passare dall’attuale aliquota del 10% direttamente a quella del 22%. Una “deportazione” che consentirebbe, secondo le simulazioni, un maggior gettito di un paio di miliardi per lo Stato. Beni diprima necessità, come quelli alimentari, potrebbero essere invece spostati allo scaglione inferiore, quello del 4%, evitando in questo modo i rincari.

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Aumento dell’IVA su quali beni? (Il Messaggero, 30 settembre 2019)

Se da un lato c’è il bastone dell’aumento dell’Iva, dall’altro il governo è pronto ad inserire nel decreto fiscale che dovrebbe vedere la luce la prossima settimana, la carota del cosiddetto «cashback», la restituzione fiscale del 3% su ogni acquisto tassato ad aliquota maggiorata per chi paga utilizzando un mezzo “tracciabile” come il bancomat o la carta di credito. Non si tratterebbe però, di una restituzione di Iva, ma di uno sconto fiscale di diversa natura, molto probabilmente una detrazione Irpef simile a quella oggi in vigore per le ristrutturazioni edilizie o per quelle energetiche.

Il governo ha allo studio anche una revisione complessiva delle detrazioni e delle deduzioni fiscali. Si tratta degli sconti del 19% che il Fisco riconosce su spese mediche, farmaci, rette degli asili, delle università, sulle spese veterinarie, sui mutui per la prima casa e su molte altre voci. Ma anche lo sconto attualmente al 50% sulle ristrutturazioni edilizie.

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