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Il video di Antonietta Gatti che dice la “verità” sulle bare di Bergamo (e racconta una bufala)

Un video della fisica Antonietta Gatti in cui si parla della “farsa” delle bare di Bergamo. E la verità su quella storia fatta di bufale, di genuina rabbia dei bergamaschi nei confronti dei bufalari e di denunce per diffamazione

antonietta gatti bare di bergamo

Su Youtube è stato ricaricato per l’ennesima volta un video di un intervento di Antonietta Gatti, “fisica e bioingegnera”, che durante una manifestazione racconta una “verità” sulle bare di Bergamo che in realtà è una bufala, è stata già discussa in una serie di articoli qui pubblicati a partire dal 19 marzo 2020 e dovrebbe smettere di circolare (e invece è già virale su Facebook). Sostiene Gatti, moglie di Stefano Montanari: “Eravamo in casa (durante il lockdown), abbiamo cominciato a domandarci delle cose. Per esempio ci facevano vedere una sala piena di bare… poi a un certo punto io quella sala lì l’ho già vista. Ed era un servizio vecchio sui naufragati a Lampedusa. Dico: perbacco, si saran sbagliati, il giornalista s’è sbagliato. Poi vedo un sacco di bare sui camion militari. A questo punto telefono a Bergamo, conoscevo una persona delle pompe funebri e dico ‘scusa, ma veramente tutta questa roba?’. E lui: ‘Non crederai a quello che ti dicono alla televisione’. Da quel momento l’ho chiusa e non ho più sentito. Questa persona mi dice: ‘Sì, effettivamente hanno messo delle bare davanti al cimitero ma i necrofori avevano troppo lavoro quindi le han lasciate di fuori, quando dopo 3 giorni le tre bare stavan lì fuori, puzzavano, noi ci siamo rifiutati di portarle via perché dal punto di vista igienico non va bene e quindi hanno chiamato l’esercito che le ha messe ma erano due bare che erano in fondo al camion…”.

In primo luogo, i giornalisti non si sono sbagliati per niente, per una volta. A marzo è cominciato a circolare su Facebook una foto di bare in fila con la didascalia “STATE A CASA questo è Bergamo“.

state a casa questo è bergamo falsa foto lampedusa

Lo scatto circolava soprattutto su profili che si trovano a Roma e provincia oppure nelle vicinanze del Lazio. E già tra i commenti c’è chi spiegava che quella non è una foto delle bare di Bergamo. C’era anche un’altra versione che fa riferimento a Milano:

foto falsa bare bergamo

Si tratta invece di una delle foto pubblicate il 5 ottobre 2013 per raccontare il naufragio di due giorni prima a Lampedusa che aveva fatto 368 morti. Le bare erano ospitate nell’hangar dell’aeroporto. Erano 111 perché ospitavano solo i corpi che non erano stati inghiottiti dal mare.

state a casa questo è bergamo falsa foto lampedusa 1

Alla fine di aprile la stessa foto, spacciata ancora una volta per foto fatta vedere al telegiornale, è stata sfruttata per una nuova versione della bufala, con il tratto distintivo di essere ancora più scema. Ovvero c’era chi, pubblicando due scatti molto simili che riguardano l’evento di Lampedusa, cercava di far passare il secondo per una foto di Bergamo allo scopo di sostenere che i morti di Coronavirus fossero inventati.

bufala bare lampedusa

La seconda foto, quella che viene spacciata per Bergamo, è proprio quella che avevamo utilizzato all’epoca per segnalare che quegli scatti si riferivano alla tragedia del 2013 a Lampedusa. Ci vuole del talento in effetti per entrare in un cortocircuito logico di questa raffinatezza. Non è finita: il giorno dopo la foto è stata utilizzata in un video pubblicato su Youtube e aggregato su Facebook in cui una certa Pam Morrigan  parlava di “terrorismo psicologico per fare in piedi questo teatrino” e sul trasporto da parte dei militari delle bare diceva: “Hanno fatto vedere le bare di Lampedusa“, perché “è stata programmazione neurolinguistica da quattro soldi: hanno detto che erano bare accatastate, sì, c’erano ma erano bare che aspettavano di essere portate via da dieci giorni, ma hanno fatto chiudere il 47% delle pompe funebri della bergamasca”. Nel video Pam Morrigan (chiaramente un nickname) diceva che sa queste cose perché “questo è il suo lavoro” e che hanno chiamato i militari perché “le bare puzzavano”. Infine concludeva: “Nessuno dei miei colleghi ha avuto mancanza di bare”, mentre l’interlocutore rispondeva che “i numeri non sono quelli che ci raccontano” e lei segnalava che a Bergamo “ci sono state vaccinazioni di massa”, riferendosi all’antinfluenzale. Il video è successivamente sparito da Youtube.  Il primo video è sparito perché il canale Youtube e il profilo di Pam Morrigan è stato cancellato. Pam Morrigan invece risulta anche aver partecipato con il suo vero nome ad un Convegno Internazionale sulla Terra piatta ad Agerola nell’agosto 2018 (e già qui Perry Mason direbbe “Ho finito, vostro onore“). La cosa interessante è che anche i commenti dei siti di svalvolati si stavano riempiendo di commenti di cittadini inferociti che parlavano di “mancanza di rispetto inaudita” nei confronti dei morti e di “cacciatori di notorietà sulla pelle dei cittadini”.

pam morrigan bare bergamo montatura

Il motivo della scomparsa del profilo di Morrison era che il suo video ha cominciato a circolare nei gruppi dedicati a Bergamo e ha trovato un’accoglienza non esattamente entusiastica: per questo è stato molto probabilmente segnalata in massa sia su Facebook che su Youtube, causando la cancellazione dei profili. Tra gli altri c’è chi scriveva: “Vi invito a guardare questo video. Un oltraggio falso, spregevole, senza ritegno, alla nostra città”.

video bufala bergamo bare

Anche su Twitter la questione non è stata presa bene:

Ma soprattutto,  un comunicato del Comune di Bergamo ha fatto sapere il 27 aprile scorso che il Municipio ha deciso di denunciare per diffamazione una bergamasca che in un video su Youtube, diventato in poco tempo virale, aveva fatto delle dichiarazioni molto forti sull’emergenza coronavirus a Bergamo e provincia.

“Affermazioni false” che, secondo l’amministrazione comunale bergamasca, non solo ledono l’immagine della città, ma soprattutto sono un oltraggio al dolore di migliaia di bergamaschi che hanno subito la tragedia del lutto dei loro cari. Nel video la donna mette infatti in dubbio i numeri ufficiali sulla mortalità per Covid-19 nella Bergamasca, sostenendo la chiusura del 47% delle agenzie funebri bergamasche e che, per questo, quelle rimaste aperte avevano avuto difficoltà a evadere le richieste arrivate. “Le agenzie funebri hanno sempre lavorato tutte durante l’emergenza Covid, cercando di svolgere al meglio la loro professione e lo hanno fatto anche rischiando il contagio”, spiegano dal Comune. Sempre nello stesso video la donna afferma che “hanno dovuto chiamare i camion militari perché le bare puzzavano e non potevano essere trasportate nei carri funebri normali”. Anche su questa affermazione il Comune è chiaro: “È stato deciso di utilizzare i camion dell’Esercito per riuscire a trasportare l’ingente numero di bare, il cimitero di Bergamo era diventato anche il punto di raccolta dei defunti di una buona parte dei comuni dell’hinterland, e lo si è fatto anche per non dover addebitare alle famiglie dei defunti il costo di trasporto in forni crematori al di fuori della Regione”.

Infine, queste sono le pagine dei necrologi pubblicati su l’Eco di Bergamo qualche tempo fa in un video diventato nel frattempo famoso:

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