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Alessio Vinci e l’anticoagulante nel sangue

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La presenza nel sangue di Coumadin, un anticoagulante, in dosi terapeutiche riapre il giallo di Alessio Vinci, il diciottenne italiano morto a Parigi il cui corpo venne ritrovato il 18 gennaio scorso ai piedi di una gru alta 50 metri, nel quartiere parigino di Port Maillot. Vinci non faceva uso del farmaco.

Alessio Vinci e l’anticoagulante nel sangue

Non risulta alcuna prescrizione medica a suo nome per quel medicinale. Ma lo usava suo nonno, Enzo. Sempre nel sangue, inoltre, non sono state trovate tracce di alcol o droghe. Le novità emergono dal fascicolo di oltre 70 pagine appena inviato dagli investigatori francesi alla Procura di Roma, che indaga sulla morte di Alessio Vinci per istigazione al suicidio insieme ad un altro segno di difficile interpretazione: un cartoncino con sopra un codice alfanumerico nella sua stanza d’albergo di Parigi.

Nel caso di Vinci era già spuntato un codice misterioso: quell’“E.T.P. je sais CAM 381ASLCM” che aveva generato molte teorie del complotto. Nel dossier inviato in Italia, tuttavia, mancano le foto. Almeno altre 5, 6 pagine. Ce ne sono solo quattro, ma generiche, una addirittura ritrae solo il cantiere da lontano. Per questo, gli avvocati che assistono il nonno Enzo, hanno chiesto che il fascicolo venga integrato. Una cosa è certa: a nove mesi dalla morte di Alessio non c’è ancora una spiegazione su che cosa sia veramente successo.

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