Opinioni

Alessia Bausone: la candidata M5S ex PD che chattò con "Mark Caltagirone"

dipocheparole|

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La lista dei candidati del MoVimento 5 Stelle in Calabria ha causato molti maldipancia tra gli attivisti per l’esclusione di tre iscritti che erano arrivati tra i primi nelle preferenze su Rousseau. Ma anche perché in lista è spuntata Alessia Bausone, che, come ha scritto in questo articolo a sua firma, è stata iscritta al Partito Democratico nel 2017 ma nel 2019 denunciava un’aggressione e veniva definita esponente della mozione Zingaretti. La Bausone era stata anche consigliere comunale a San Luca, eletta nella lista di Klaus Davì, prima di dimettersi. Ieri però l’AdnKronos ha riportato un altro dettaglio della vicenda politica di Bausone: l’incontro, ovviamente solo virtuale, con il fantomatico Mark Caltagirone che le valse anche una comparsata da Barbara D’Urso:

– “Chattai con Mark Caltagirone, ora mi candido col M5S in Calabria per fare la differenza”. In molti hanno storto il naso quando il nome di Alessia Bausone è comparso nella lista dei candidati 5 Stelle alle regionali calabresi del 26 gennaio. Troppo ingombrante, secondo molti attivisti, la sua militanza nel Pd, partito dal quale Bausone è uscita sbattendo la porta. Ma ora col Movimento 5 Stelle è scattata la scintilla, una “affinità elettiva” che potrebbe aprirle le porte del Consiglio regionale. Bausone è in qualche modo legata anche alla vicenda di Mark Caltagirone, il giallo che ha tenuto per mesi incollati alla tv gli appassionati di gossip e che ha visto protagonista Pamela Prati e il suo (finto) fidanzato.

“Sono stata contattata dal profilo Facebook ‘Marco Caltagirone’ a gennaio del 2018 – racconta all’Adnkronos – quando ancora non era il promesso sposo-fake di Pamela Prati. Il suo obiettivo era quello di screditare una politica calabrese di centrodestra che da lì a poco si sarebbe candidata in Parlamento. Credeva che questi mezzi di discredito potessero attecchire con me per poterle andare contro. Ma sono leale e onesta, anche con chi sta altrove politicamente e questi mezzucci per me non sono attrattivi”.

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Bausone denunciò pubblicamente l’accaduto, una volta esploso il caso Prati-Caltagirone. A chi le chiede del suo passato (recente) nelle file del Partito democratico, la candidata grillina risponde: “Sono stata tesserata Pd nel 2017, denunciando lo status horribilis del Pd calabrese che ha portato poi al suo commissariamento. Mancanza di trasparenza nei modi e nelle azioni, tesseramento falso, bilanci inesistenti. L’ho definito un club privé di carbonari e, in tempi recenti, una ‘gang band’ di dinosauri politici attorno al potere”. Nessuna nostalgia per i dem: “La militanza e l’energia nel Pd, almeno in quello calabrese, viene stuprata dall’autoconservazione violenta e ossessiva di un notabilato stantio”.

EDIT 1 gennaio 2020: Alessia Bausone ci scrive il 31 dicembre alle ore 19 una lunghissima “richiesta replica” che conferma per filo e per segno quello che abbiamo scritto su di lei tranne che in un punto. Vediamola:

Spett.Le redazione,

in relazione all’articolo da Voi pubblicato in data odierna https://www.nextquotidiano.it/alessia-bausone-la-candidata-m5s-ex-pd-che-chatto-con-mark-caltagirone/, ritengo di dover offrire chiarimenti, che spero vogliate pubblicare, in merito al cappello introduttivo che riguarda la mia esperienza politica, toccando anche aspetti personali dolorosi, come un’aggressione subita, nei confronti della quale l’autorità giudiziaria sta procedendo.

Ebbene sì, sono stata tesserata PD nel 2017 e nell’ultimo anno ho frequentato, in punta di piedi, ma laboriosamente e fattivamente, il MeetUp Catanzaro ed il mondo grillino regionale.

Non sono ‘sbucata’ da nessuna parte. A differenza di quanto scritto, ero già in quel mondo virtuoso e onesto e, al pari degli altri, sono stata votata sulla piattaforma Rousseau da altri attivisti che hanno apprezzato il mio curriculum e la mia esperienza, anche sul piano tecnico-giuridico che ho messo a disposizione del Movimento e del progetto di rinnovamento vero che si vuole portare avanti in Calabria in maniera spassionata e ideale.

La democrazia digitale è anche questo: Gli iscritti da tutta Italia han votato sulla nostra piattaforma affinchè il M5S si presentasse in Calabria. Gli iscritti della Calabria han votato affinchè si proponesse una coalizione civica con a capo Francesco Aiello e anche i candidati nella lista del M5S.

Lo Statuto del M5S prevede che tra il voto su Rousseau ed il deposito delle liste si valutino le segnalazioni pervenute sui singoli candidati con un meccanismo scrupoloso e certosino. Si chiama ‘filtro qualità’, che spetta al Capo politico. E’ sempre successo ad ogni competizione ad ogni livello, nulla di nuovo.

Nel merito della vicenda che mi riguarda, già in un precedente Vostro articolo del 28 dicembre https://www.nextquotidiano.it/la-storia-dellattivista-m5s-sparita-dalle-candidature-alle-elezioni-regionali-in-calabria/ venivo erroneamente qualificata come “New entry” in una lista per le elezioni regionali di cui già, voti su Rousseau alla mano, ero già presente.

Non entro nel dettaglio delle due esclusioni (un’altra persona si era spontaneamente ritirata) dalla lista M5S del collegio calabria centro, ma quel che è certo è che le motivazioni (rilevanti) sono state comunicate dai responsabili a ciò deputati ai diretti interessati settimane prima della pubblicazione delle liste definitive e non vengono pubblicate ad esclusiva tutela personale degli esclusi.

Filtro qualità e democrazia digitale a fronte di autarchia e dittatura di sparute minoranze (eterodirettedi? E se sì, a quale fine?) di, pare, ex attivisti. Questa mi pare la sintesi perfetta che si può evincere tirando le somme.

Un augurio di buon anno e buon lavoro

E’ curioso che Bausone scriva per questo articolo segnalandone però un altro. E’ anche curioso che dica di essere stata definita “new entry” in un nostro articolo senza spiegarne il perché. L’articolo è questo e raccontava come Bausone ed altri siano entrati in lista a discapito di altri che avevano ottenuto più voti e senza una spiegazione di qualsivoglia tipo. Nell’articolo c’è un’immagine prodotta dagli attivisti calabresi del M5S, quelli che Bausone dovrebbe in teoria rappresentare, e la definizione di “new entry” era loro e non nostra.

m5s regionali candidature

Nell’articolo scrivevamo:

Gli attivisti sono infuriati: “I 5 Stelle continuano a percorrere la strada del cambiamento, ovviamente inteso come la perdita di ogni principio e valore fondante. Si riempiono la bocca di essere gli unici a far scegliere i candidati ai propri attivisti ma ne siamo sicuri sicuri? La candidata alle regionarie più votata dagli attivisti nell’intera regione Calabria, candidabile per residenza nella Circoscrizione Centro “Catanzaro – Crotone – Vibo”, è stata Rosella Cerra. Attivista da 30 anni. Si batte per la cosa pubblica e a favore della nostra terra da prima che il m5s nascesse. #Meridionalista ed #ambientalista vera, non da comunicato stampa. Ieri, a mezzo stampa, apprendo che il suo nome non configura nella lista dei 5 stelle. Qualcuno ci spiega il perché?”, scrive Alessandra, che poi si dimette da attivista su Facebook.

rosella cerra elezioni regionali calabria m5s

Non è l’unica ad essere arrabbiata: in molti puntano invece il dito su Alessia Bausone, che, come ha scritto in questo articolo a sua firma, è stata iscritta al Partito Democratico nel 2017 ma nel 2019 denunciava un’aggressione e veniva definita esponente della mozione Zingaretti. La Bausone era stata anche consigliere comunale a San Luca, eletta nella lista di Klaus Davì, prima di dimettersi.

Ringraziamo quindi la Bausone per la replica che ci ha inviato, perché ci consente di tornare a spiegare anche in questo articolo come è diventata candidata del MoVimento 5 Stelle in Calabria. E ci consente di ricordare che, mentre lei parla di aver frequentato il PD nel 2017, nel marzo 2019 – come ha affermato lei stessa – era esponente della mozione Zingaretti in Calabria. Dieci mesi dopo è candidata con il M5S.

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