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Che fine hanno fatto i 600 mila rimpatri promessi da Salvini?

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«Ci sono mezzo milione di irregolari in Italia. Con le dovute maniere vanno allontanati tutti. Altrimenti si alimenta la confusione» così parlava a gennaio 2018 il futuro ministro dell’Interno (ma all’epoca già papà) Matteo Salvini. La cifra dei migranti da espellere è poi cresciuta poi fino a diventare 600 mila, da rimpatriare il prima possibile. Nel contratto di governo Lega-M5S si fa riferimento alla presenza di 500 mila i migranti irregolari e si legge che «una seria ed efficace politica dei rimpatri risulta indifferibile e prioritaria».

Quando Salvini diceva che bisognava espellere più di diecimila persone all’anno

A sei mesi dall’insediamento di Salvini al Viminale il ministro si vanta di essere riuscito a ridurre gli sbarchi. Una “riduzione” frutto di una politica disumana, quella della chiusura dei porti alle ONG, le stesse ONG che avevano firmato con il governo italiano il famoso codice di condotta voluto da Minniti e che quindi non si può certo accusare di essere dei pirati del mare (non che le altre lo fossero). Ma il Segretario della Lega non torna molto volentieri sull’argomento dei rimpatri. Il motivo è molto semplice: quella promessa da campagna elettorale è irrealizzabile, e Salvini lo sapeva bene.

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Ad agosto il numero due della Lega – nonché sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Giancarlo Giorgetti aveva ammesso che quella di Salvini era stata una balla: «Matteo l’ha sparata grossa, ora è importante che non ne arrivino più». Durante una riunione dei ministri dell’Interno dell’Unione Europea ad Insbruck il titolare del Viminale aveva dichiarato: «Negli ultimi anni sono arrivati dalla Nigeria 60mila migranti, nella stragrande maggioranza dei casi non-profughi e siamo riusciti ad espellerne 700. Quindi voi capite che l’Italia ha un pregresso di 500mila clandestini e se non riusciamo ad espellerne più di 10mila l’anno ci mettiamo cinquanta anni a recuperare il passato».

Il grande successo di Salvini sui rimpatri degli irregolari

Alla data del 1 gennaio 2018 erano 533 mila i cittadini stranieri privi di un valido permesso di soggiorno, pari all’8,7% del totale degli stranieri residenti. Quanti ne ha espulsi quest’anno il nostro Paese? Il Ministero dell’Interno fa sapere che «i rimpatri forzati aumentano. Dal primo gennaio al 31 maggio 2018 sono stati 2.833, mentre dal primo giugno al 9 dicembre 2018 sono saliti a 3.626». Per un totale di 6.459 rimpatri. Ben al di sotto dei 10 mila all’anno necessari a raggiungere, nell’arco di una legislatura, la mirabolante cifra di 50 mila rimpatri, un decimo di quanto promesso da Salvini. Facendo la media dei sei mesi di governo gialloverde si tratta di circa 600 “espulsioni” al mese.

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I rimpatri fino a settembre 2018 Fonte: Sole 24 Ore

Ma nel 2017 quanti rimpatri sono stati effettuati? Qualcosina di più di quanto fatto da Salvini: 6.514 rimpatri di cittadini stranieri presenti irregolarmente nel nostro Paese. Secondo il XXIV Rapporto Ismu sulle migrazioni 2018 invece il numero di irregolari che nel 2017 hanno lasciato l’Italia è pari a 7.045 unità (su 36mila che sono stati formalmente espulsi). Salvini potrebbe dire che se ci fosse stato lui al governo durante i primi sei mesi del 2018 questa cifra sarebbe più alta, ma come si vede dal grafico qui sopra il numero delle espulsioni non segue un andamento regolare e anche durante il secondo semestre del 2017 era aumentato rispetto alla prima metà dell’anno. Salvini del resto aveva promesso che avrebbe stanziato 42 milioni di euro per i rimpatri, nel decreto Sicurezza però ne sono stati stanziati appena 3 milioni. Un altro aspetto negativo del Decreto Salvini è che togliendo la protezione umanitaria farà aumentare il numero degli irregolari presenti in Italia. Un vero colpo di genio. Senza accordi bilaterali – la Tunisia qualche giorno fa si è opposta “categoricamente” ai rimpatri “unilaterali” – e senza soldi la promessa di superare i diecimila rimpatri all’anno rimarrà un miraggio. Anche perché i rimpatri costano e il massimo di migranti espulsi con lo stesso volo è stato di 43 persone, con questi numeri è evidente che espellere 500mila persone in cinque anni è come svuotare il mare con un secchiello.

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