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I 200mila euro di Parnasi per la Lega

luca parnasi matteo salvini

«Ne mettiamo cento sul giornale e cento sulla radio». «Ma alle tre di notte su Radio Padania manco per il cazzo»: in questo scambio di battute da cui trapela un tripudio di romanità (soprattutto percepita) c’è un nuovo caso che riguarda l’inchiesta sullo Stadio della Roma a Tor di Valle.  A parlare sono Gianluca Talone, suo collaboratore, e Luca Parnasi: stanno discutendo, racconta oggi Repubblica, di soldi che stanno per essere bonificati su conti riconducibili alla Lega Nord.

I 200mila euro di Parnasi per la Lega

Si tratta di altri soldi rispetto ai 250mila andati alla Onlus Più Voci, riconducibile alla Lega Nord anche se Parnasi nelle intercettazioni nega che l’associazione risponda al Carroccio, parlando invece di un circolo di imprenditori e politici. Giancarlo Giorgetti oggi parla della questione con il Fatto Quotidiano e spiega che il Carroccio non ha alcuna intenzione di rendere pubblici i versamenti o restituire i soldi, come gli aveva chiesto ieri il giornale:

Lei sa quanti soldi ha versato Parnasi alla Lega?
Assolutamente no.

È stato lei il ponte tra Parnasi e il partito?
Parnasi diceva: “Voi mi piacete, vorrei aiutarvi per qualche iniziativa”. Gli ho detto che ne doveva parlare con l’amministratore del partito, Giulio Centemero. Ho scoperto adesso di questa associazione (la onlus Più Voci, ndr) di cui non faccio parte. Centemero mi ha detto che è stato fatto tutto in modo regolare.

Parnasi ha versato alla onlus 250mila euro?
Ne sapete più voi di me.

giancarlo giorgetti premier accordo m5s lega - 1

In un’altra intercettazione Parnasi parla di “100 e 100”, sembra riferirsi a due versamenti distinti.
Penso per la Procura sia agevole verificare.

Si impegna a rendere pubblici tutti i versamenti di Parnasi alla Lega?
Penso che arrivati a questo punto siano già abbastanza pubblici. Non ho motivo di ritenere che ci sia dell’altro.

L’OPA di Parnasi sul governo Lega-M5S

La storia è interessante perché racconta il curioso attivismo di Parnasi nei confronti del governo Lega-M5S, speculare a quello di Luca Lanzalone e del suo collaboratore che ha raccontato oggi La Stampa. La ricostruzione parte dalla cena di marzo con Giorgetti e Lanzalone per la costituzione del nuovo esecutivo, e dal mese successivo, nel giorno in cui il Quirinale prendeva atto dello stallo nelle trattative per la formazione del nuovo governo con una nuova pausa di riflessione, «Parnasi propone una persona terza super partes, poi spartendo i vari ministeri, dice che bisogna stabilire le regole precise per l’alleanza e dice a Lanzalone di fare riferimento a Giancarlo (Giorgetti)». Più avanti «Parnasi gli chiede se Luigi (Di Maio) sa del lavoro fatto con Giancarlo (Giorgetti), Lanzalone dice di sì. I due condividono che questa cosa sia stata utile».

ordinanza

Nelle discussioni successive, racconta Repubblica, il costruttore propone un premier terzo e un programma fatto sulla base di alcuni punti specifici, insomma un contratto: proprio quello che succederà qualche tempo dopo. E il 2 giugno riuscirà a conoscere il presidente del Consiglio incaricato, mentre Lanzalone, a colloquio con il suo collaboratore Luciano Costantini afferma che Alfonso (il ministro della Giustizia, Bonafede, ndr) gli ha detto che vorrebbe portarlo ovunque e aspetterà che gli indichi la posizione che vuole assumere. Luciano gli ha chiesto che cosa serve. Alfonso gli ha risposto che non ha ancora capito come funziona il ministero.

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