Politica

Quando Parnasi e Lanzalone parlavano di Di Battista premier

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Giovanni Bianconi e Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera raccontano delle chiacchiere di governo tra Luca Parnasi e Luca Lanzalone, avvenute quando il governo Lega-M5S sembrava quasi alla sua alba e poi verso un prematuro tramonto. I dialoghi tra i due sono piuttosto significativi, soprattutto se letti con il senno di poi:

Nello stesso dialogo del 6 aprile, giorno in cui il Quirinale prendeva atto dello stallo nelle trattative per la formazione del nuovo governo con una nuova pausa di riflessione, «Parnasi propone una persona terza super partes, poi spartendo i vari ministeri, dice che bisogna stabilire le regole precise per l’alleanza e dice a Lanzalone di fare riferimento a Giancarlo (Giorgetti)».

Più avanti «Parnasi gli chiede se Luigi (Di Maio) sa del lavoro fatto con Giancarlo (Giorgetti), Lanzalone dice di sì. I due condividono che questa cosa sia stata utile». Un mese più tardi, il 6 maggio, mentre i contatti tra i partiti si erano di nuovo interrotti, Parnasi telefona a Lanzalone e «chiede se hanno trovato una quadra per la formazione del nuovo governo. Lanzalone ne ha parlato con Giancarlo (Giorgetti) che a sua volta gli ha detto “con Salvini”…

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Luca Lanzalone con Luigi Di Maio al forum Ambrosetti

E qui ci sono anche considerazioni su Di Battista, il cui nome spunta nella ricerca di un premier. Ma viene bocciato, per ragioni “mediatiche” prima che politiche:

Lanzalone voleva fare un sondaggio e si lamenta delle uscite pubbliche sui giornali di Di Maio. Commentano che l’unica cosa è un governo di scopo per andare a nuove elezioni, e spunta il nome di Di Battista. Lanzalone dice che Di Battista prende solo “la pancia” del Movimento ma perde altri voti. Parnasi commenta che Di Maio è stato “fesso ”e dice che “con il lavoro che abbiamo fatto io e te avevamo fatto il governo”.

Lanzalone risponde “erano a un pelo”… hanno fatto un casino da una parte e dell’altra, e dice che lo stesso problema ce l’ha Giancarlo (Giorgetti) con Salvini». Quaranta giorni dopo Parnasi è a San Vittore e Lanzalone agli arresti domiciliari, mentre Giorgetti, Salvini e Di Maio siedono a Palazzo Chigi.

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