Economia

I grillini chiedono 15 giorni prima di cedere sulla TAV

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Il MoVimento 5 Stelle ha chiesto due settimane in più per raggiungere una sintesi su TAV e Alta Velocità, quella sintesi che il governo da oltre un anno non riesce a trovare, e soprattutto per evitare la frattura che potrebbe far esplodere i grillini e mettere fine all’esecutivo. La richiesta arriva dopo che Laura Castelli, viceministra all’Economia, ha lanciato l’idea della Tav leggera (respinta con perdite) e mentre quello stratega politico che risponde al nome di Luigi Di Maio tenta di fare la TAV senza che Grillo se ne accorga.

I grillini chiedono 15 giorni prima di cedere sulla TAV

La notizia dei 15 giorni in più richiesti dall’esecutivo è riportata oggi da La Stampa, che racconta come il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli abbia inviato una lettera all’Inea, l’Agenzia esecutiva per l’innovazione e le reti della Commissione Europea, in cui annuncia la risposta definitiva del governo italiano sulla Tav entro il 26 luglio. La comunicazione segue la richiesta avanzata dall’Italia – e accolta – di avere quindici giorni in più prima di comunicare l’intenzione o meno di rispettare impegni e scadenze concordati con Francia ed Europa sulla Torino-Lione.

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Il tracciato della TAV (Corriere della Sera, 11 marzo 2019)

Dentro la maggioranza Lega-Cinquestelle si sta giocando una partita decisiva, che vale per certi aspetti la sopravvivenza del Movimento. Venerdì Luigi Di Maio arriva a Torino per incontrare una base in fibrillazione all’idea di un via libera alla Tav che sarebbe il colpo di spugna sulla madre di tutte le battaglie ambientaliste del Movimento. Il capo politico grillino sarà accolto da un documento, approvato venerdì scorso, le cui conclusioni sono nette: «Il Movimento 5 Stelle sostiene la lotta del Movimento Notav, a difesa dell’ambiente. Non si vuole né il Tav, né il “Mini Tav” o “Tav leggero”; solo l’opzione zero è accettabile senza compromessi».

La chiacchierata con gli attivisti

Di Maio ha in programma una chiacchierata con gli attivisti piemontesi per convincerli. Ma la via d’uscita dal problema TAV rimane sempre la stessa: un voto parlamentare che certifichi il no del M5S e il sì di tutti gli altri partiti, per piegare così il destino grillino alla volontà parlamentare (e addossare ai partiti le colpe). La parte più divertente però rimane cosa ne penserà Beppe Grillo. Le foto sotto gli striscioni No-Tav sono già pronte.

 

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