Opinioni

Grasso si allea con Zingaretti, LeU si spacca

Volendo dimostrare a tutti che la situazione è disperata ma non seria ovunque nella politica italiana, Possibile ha appena annunciato che non parteciperà alla campagna elettorale per Nicola Zingaretti nel Lazio dopo che Liberi e Uguali, di cui il movimento di Pippo Civati è una componente, ha detto sì all’appoggio al governatore. Pietro Grasso nel pomeriggio dopo un colloquio con Zingaretti ha fatto sapere che “ci sono tutte le condizioni per costruire un’alleanza di sinistra, pertanto “Liberi e Uguali” sosterrà la candidatura di Nicola Zingaretti come presidente alle prossime elezioni regionali”. LeU nei giorni scorsi aveva fatto sapere che non avrebbe appoggiato Giorgio Gori nella sua corsa in Lombardia e avrebbe candidato Onorio Rosati. Invece era aperta, e si è chiusa oggi positivamente, la trattativa sull’alleanza con Zingaretti, che a differenza del sindaco di Bergamo non è renziano e appartiene all’ala sinistra del Partito Democratico. Liberi e Uguali però dovrà adesso considerare anche la sua prima frattura interna, e per un partito appena nato che deve ancora combattere per ricevere credibilità non è un bello spettacolo. Anzi.
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«Prendiamo atto della decisione di Liberi e Uguali di appoggiare Zingaretti alle prossime elezioni regionali – scrive Possibile Lazio sulla sua pagina Facebook – Pur rispettando questa decisione, sulla base della forte contrarietà emersa in questi giorni nel confronto con la nostra base, Possibile non parteciperà a questa tornata elettorale amministrativa e non esprimerà candidati propri alla regione Lazio». Possibile Lazio quindi desiste dalla possibilità (ops) di presentare candidati propri, concorrendo quindi contro Zingaretti, ma non parteciperà alla campagna elettorale del presidente uscente. Nonostante ci siano chiari motivi politici per scegliere coerentemente il no a Gori e il sì a Zingaretti.

possibile lazio reazioni
Le reazioni alla decisione di Possibile Lazio sono variegate

E non finisce qui. Scrive infatti l’AGI che fonti interne al progetto capitanato dal presidente del Senato parlano di “un’opera di ricucitura che deve essere portata avanti da qui in avanti”. Lo strappo, infatti, c’è stato nei giorni scorsi con Sinistra Italiana, una delle anime del nuovo soggetto politico, contraria in origine a qualsiasi forma di dialogo con i dem. Intanto manca all’appello la quarta gamba di quella che il governatore chiama l'”alleanza del fare”, e cioè i Moderati per Zingaretti: lista in costruzione nella quale sarebbero dovuti confluire, tra gli altri, alcuni candidati di area Lorenzin. Patto sfumato, però, dopo la volontà espressa da Civica Popolare di correre nel Lazio con il suo simbolo. E oggi uno dei promotori di CP, Lorenzo Dellai, alla luce del patto Zingaretti-Grasso bussa ai dem: “Ci aspettiamo un segnale di chiarezza. Un soggetto che ha già espresso orientamento per costruire una alleanza col Pd per le Nazionali – afferma – pare sia oggetto di veto da parte di LeU”. Visto il peso elettorale, non è detto che per Zingaretti sia una brutta notizia.

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