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Yo soy Giorgia: se Meloni traduce il tormentone in spagnolo come se fosse una popstar e non una leader politica | VIDEO

Ospite del movimento ultranazionalista spagnolo “Vox”, la leader di Giorgia Meloni ripropone (tradotto) un suo vecchio tormentone

Yo Soy Giorgia

Alvaro Soler chi? Anche se la stagione estiva si è conclusa e i tormentoni musicali sono tornati a riempire i cassetti dell’oblio (come ogni anno), il ritmo spagnolo torna fragorosamente a “sconvolgere” i primi freddi autunnali. Si tratta di un remake, tradotto e declinato in base all’occasione, che vede protagonista la leader di Fratelli d’Italia durante il congresso di Vox – movimento dichiaratamente fascista – andato in scena a Madrid. E da quel palco, Giorgia Meloni ha “offerto” la versione spagnola di quella sua dichiarazione che, in passato, divenne anche una (inutile) hit musicale: “Yo soy Giorgia”.

“Yo soy Giorgia”, Meloni traduce il suo tormentone in spagnolo

“Yo soy Giorgia, soy una mujer, soy una madre, soy cristiana. No me lo pueden quitar”, grida Giorgia Meloni dal palco di Madrid, dove era stata invitata da Vox come ospite d’onore del loro congresso. Che tradotto non è altro che: “Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono cristiana. Non me lo toglierete”. Insomma, nulla di nuovo. Stesso testo, stessa “musica” senza un briciolo di inventiva in più.

Ma questo suo grido rabbioso davanti al “popolo” della destra spagnola. Ed è proprio da quel palco che, nonostante gli arresti dei neofascisti di Forza Nuova per i fatti di Roma, Giorgia Meloni non riesce a puntare il dito contro il movimento eversivo dell’estrema destra italiana: “È sicuramente violenza e squadrismo poi la matrice non la conosco. Nel senso che non so quale fosse la matrice di questa manifestazione ieri, sarà fascista, non sarà fascista non è questo il punto. Il punto è che è violenza, è squadrismo e questa roba va combattuta sempre”. Parole pronunciate dal palco di un movimento che si è dichiarato fieramente fascista.