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Meloni dice di "non sapere" se ci sono o meno i fascisti dietro l'assalto alla Cgil

Massimiliano Cassano|

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“È sicuramente violenza e squadrismo poi la matrice non la conosco. Nel senso che non so quale fosse la matrice di questa manifestazione ieri, sarà fascista, non sarà fascista non è questo il punto. Il punto è che è violenza, è squadrismo e questa roba va combattuta sempre”. Questa è la “condanna” della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni alle violenze avvenute ieri sera a Roma durante la manifestazione “No Green Pass” in cui gruppi di estrema destra guidati dai leader di Forza Nuova Giuliano Castellino e Roberto Fiore hanno devastato la sede centrale della Cgil.

Intervenuta alla convention nazionale di Vox, partito di estrema destra spagnolo, Meloni non riesce ancora una volta a condannare fermamente e inequivocabilmente il fascismo e i suoi modi violenti di agire. Anche di fronte ad immagini chiare, che mostrano i guru neofascisti aizzare la massa, e di fronte al fermo di 12 persone nella notte, tra le quali figurano appunto sia Castellino che Fiore. Prove tangibili, evidenti, limpide, che per la numero uno di FdI non sono però sufficienti a farle riconoscere la matrice nera dietro gli scontri in strada nella Capitale. Un po’ come per il giudizio sull’inchiesta di Fanpage su Carlo Fidanza e i presunti finanziamenti in nero alla campagna elettorale di Chiara Valcepina a Milano, “sospeso” in attesa delle “cento ore di girato”, come se qualcosa di non mostrato in diretta potesse contraddire i saluti romani, i “boia chi molla” e le minacce di far saltare in aria le barche di immigrati emersi dalle riprese.

Meloni ha anche risposto sulle parole del suo candidato sindaco per Roma, Enrico Michetti, che in un articolo datato febbraio 2020 parlava di Olocausto e di ebrei “banchieri e lobbisti”. “Sono frasi molto infelici – ha detto – e ha fatto benissimo Enrico Michetti a chiarire immediatamente la sua posizione e ribadire la sua totale lontananza da ogni forma di antisemitismo, la sua totale solidarietà ad Israele”. “Mi pare – ha aggiunto – che abbia usato parole abbastanza chiare. Certo su questi temi le parole non sono mai troppe, io credo valga la pena di insistere da parte di Michetti che conosco decisamente non per essere una persona antisemita”. Michetti aveva corretto il tiro dopo le polemiche sollevate dalla comunità ebraica italiana, che aveva definito le sue parole “pericolose” perché “nascondono un inquietante pregiudizio”.