Opinioni

Vittorio Feltri e il “terroncello” che non ha mai lavorato

Vittorio Feltri non è entusiasta (eufemismo) della prospettiva di un governo Lega-M5S, e come il collega Sallusti sconsiglia a Matteo Salvini di mettersi con Luigi Di Maio, a cui, già che c’è, riserva qualche insulto:

Non è arduo ipotizzare che la diarchia Luigino-Matteo non durerà a lungo. I due soggetti sono incompatibili, avendo idee (se ne hanno) diverse, litigheranno sul problema dei migranti, sulla aliquota unica al 15 per cento, sul reddito di cittadinanza, sulla patrimoniale anti IVA e su mille altre cose. Nella presente fase preparatoria si sta discutendo ferocemente non tanto delle emergenze del Paese (neanche una parola sulla tirannide europea e sulla moneta unica), bensì si bisticcia per scegliere le persone idonee a menare il torrone.

luigi di maio 8 luglio

Va da sé che il metodo adottato contrasta con le esigenze dei cittadini, i quali se ne infischiano della spartizione delle poltrone: sono attenti alla loro sorte e temono di essere, come sempre, triturati dalle tasse e obbligati a convivere con milioni di profughi musulmani che osservano le leggi coraniche e se ne sbattono delle nostre, benché aspirino all’integrazione. La prospettiva di una guida Di Maio è raggelante e non comprendiamo con quale coraggio l’ottimo Salvini sia in grado di trasformarla in realtà senza battere ciglio.

Come fa un lombardo ad accettare la promozione a cameriere di un terroncello che non ha mai lavorato? Si liberi da questa schiavitù vergognosa, lasci che i grillini si grattino la rogna che li affligge. Non è obbligatorio entrare a Palazzo Chigi in certe circostanze, conviene fuggire. Matteo,scendi dalla pianta marcia e rifiuta di reggere il moccolo allo steward destinato a tornare in fretta alle scuole serali.

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