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Come hanno preso i grillini il governo M5S-Lega

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Ci siamo, sta per partire il “governo del cambiamento” MoVimento 5 Stelle con la Lega. Mentre sale fortissimo il rombo dei motori però qualcuno si chiede cosa c’entra la Lega con il cambiamento. Perché la Lega Nord è quel partito che dal 1994 fa coppia fissa – al governo, meno all’opposizione – con Forza Italia, il partito il cui leader si presentò agli italiani promettendo “un nuovo miracolo italiano”. Forse a questo punto bisogna ammettere che un “governo del cambiamento” non può prescindere da Silvio Berlusconi che nel 1994 annunciava la discesa in campo «dell’Italia che risparmia contro quella che ruba, dell’Italia della gente, contro quella dei vecchi partiti».

I grillini delusi dal M5S che temono le manovre occulte di Berlusconi

Nel dare il felice annuncio Luigi Di Maio ha scritto «Con Salvini stamattina abbiamo convenuto che è necessario iniziare a parlare di temi, di soluzioni ai problemi degli italiani che aspettiamo da 30 anni». Ci sarebbe da chiedersi se Di Maio ricorda che negli ultimi ventiquattro anni la Lega Nord è stata una delle principali forze politiche che condivide con gli altri “vecchi partiti” le responsabilità della situazione attuale. È questo alla fin fine il significato ultimo di post-ideologico? Allearsi anche con coloro che fino ad un giorno prima venivano considerati impresentabili e causa di tutti i mali? Già il fatto che l’incontro non si sia tenuto in streaming è per alcuni pentastellati un elemento significativo. Addio trasparenza?

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È comprensibile che gli elettori che letteralmente fino all’altro giorno si sono sentiti dire da Di Maio e da altri parlamentari a 5 Stelle che la Lega è manovrata da Berlusconi che ne ha comprato il simbolo si trovino in difficoltà. Prendere voti al Sud dicendo mai con la Lega e poi una volta eletti andare a firmare un “contratto” con Salvini non piace a tutti gli elettori pentastellati. Il timore non è solo l’alleanza con un partito che molti elettori del M5S considerano totalmente altro ma il fatto che dietro la Lega ci sia Berlusconi.

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E il leader di Forza Italia non ha fatto nulla per nascondere che dietro l’apertura di Salvini c’è il suo assenso a mettersi da parte. Probabilmente da qualche parte c’è gente che si sta mangiando anni di editoriali di Travaglio sullo psiconano e sulle contropartite inconfessabili pretese dal Signor B. in cambio di un accordo di non belligeranza.   m5s governo del cambiamento lega - 1

L’umore delle truppe pentastellate non è dei migliori. Sul Blog delle Stelle c’è chi ricorda cosa è la Lega «razzismo, neofascismo, gigantesche ruberie, contiguità venticinquennale con Forza Italia». Non proprio dettagli di poco conto.

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Moltissimi i commenti degli elettori delusi, che si pentono che avendo dato il voto al M5S lo hanno dato anche alla Lega “che è vicina all’estrema destra”. C’è chi invece è maggiormente preoccupato dl fatto che Berlusconi sia “ancora lì a decidere del paese”.

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«Deluso!!!!!» scrive un elettore a commento del video di Di Maio ricordando che “il cavallo di battaglia era mai con i partiti che hanno rovinato l’Italia” e che ora si trova “un accordo con la lega ladrona di Bossi e di Calderoli”. Per altri il dubbio si fa atroce: “quali sono le condizioni di Berlusca per aver accettato di farsi da parte? Non sarà che sotto sotto imponga a Salvini le regole del gioco?”. L’inciucio, così temuto e così disprezzato, il Renzusconi, il Patto del Nazareno: fantasmi della scorsa legislatura che ora sono tornati a tormentare le notti degli onesti.

L’unico antidoto? La legge sul conflitto d’interessi

C’è anche chi ha fiducia in Di Maio e nelle decisioni “dello staff” e che ritiene che alla fin fine l’accordo con la Lega fosse l’unica cosa possibile da fare per rispettare la volontà popolare che ha deciso di mandare al governo Di Maio e Salvini. Poco importa a questo punto che la “volontà popolare” abbia deciso di mandare al governo non la Lega da sola ma Salvini con Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi. Non c’è quindi che una soluzione, sottoscrivere un accordo chiaro e “saranno i cittadini iscritti al M5S e a Rousseau a decidere se sarà un contratto che ci piace oppure no!”. Visti i precedenti non c’è dubbio quindi che Rousseau finirà per dare il via libera al Salvimaio (solo un disadattato neuronale crederebbe al contrario).

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E così mentre Andrea Severini, il marito di Virginia Raggi, continua a cercare un modo per dare la colpa a Matteo Renzi e a Silvio Berlusconi (dimenticando che senza il secondo probabilmente Di Maio starebbe ancora chiedendo di andare a votare a luglio) altri elettori del MoVimento si preoccupano di problemi concreti. Cosa mettere nel contratto? «Abolizione Riforma Fornero, ‪Legge anticorruzione‬, ‪Reddito di cittadinanza, ‪Rivedere legge su immigrazione e Conflitto d’interessi» scrive un utente nei commenti al video di Luigi Di Maio.

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Adesso o mai più, chiedono a gran voce gli elettori. La legge sul conflitto d’interessi (con aggiunta di “severe leggi di anticorruzione, antievasione, eliminazione della prescrizione di reato”) è la contropartita che gli elettori del MoVimento chiedono al Capo Politico per poter trangugiare l’amaro calice dell’alleanza con il felpato.

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Anche Vittorio Di Battista, uno che con i fascisti si è sempre trovato a suo agio, detta le sue condizioni: «abolizione dei vitalizi, istituzione del reddito di cittadinanza, abolizione di qualsiasi forma di finanziamento diretto od indiretto all’editoria ed al mondo delle radio e delle televisioni e lotta, vera, alla corruzione». Il conflitto d’interessi? Per il padre di Alessandro Di Battista «può aspettare qualche mese, magari il problema lo risolve il nano ladro di tasse, di sua NON spontanea volontà». Di Battista senior dimostra così di aver capito tutto sul conflitto d’interessi. Al momento Berlusconi non ricopre alcuna carica elettiva o di governo (è ancora interdetto dai pubblici uffici) quindi il tema non lo riguarda minimamente. Ma non è certo l’unico ad essere interessato dalla questione che potenzialmente riguarda tutti i titolari di cariche di governo o i componenti di autorità di garanzia vigilanza e regolazione.

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Fonte

Il deputato del Movimento Cinque stelle Alessio Villarosa, parlando fuori Montecitorio conferma che “Il conflitto di interessi resta una priorità”. Anche Carla Ruocco assicura gli elettori: legge su conflitto d’interessi? “Noi non rinunciamo a nessuno dei nostri punti”. Si vedrà quindi alla prova dell’Aula se davvero il MoVimento 5 Stelle intende andare avanti con l’approvazione della legge sul conflitto d’interessi. Una proposta di legge c’è già, è stata presentata da Riccardo Fraccaro e necessita unicamente dell’approvazione di Palazzo Madama.

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