Opinioni

Quando i giornalisti chiederanno scusa a Virginia Raggi

Oggi, come ampiamente pronosticato, è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per l’accusa di falso da parte della procura di Roma nei confronti di Virginia Raggi. Come ampiamente pronosticato, la procura invece ha chiesto l’archiviazione per l’accusa di abuso d’ufficio riguardo la nomina di Salvatore Romeo a capo della sua segreteria politica. La sindaca, in omaggio alla #trasparenzaquannocepare, ha pubblicato uno status su Facebook – preparato prima – subito dopo la diffusione della notizia in cui ha discusso #equamentequannocepare dei due eventi, dedicando appena sei capoversi alla richiesta di archiviazione e ben 14 parole alla richiesta di rinvio a giudizio.
virginia raggi scuse
La Raggi, bontà sua, ha detto che per mesi i media l’hanno “fatta passare per una criminale” e che per questo “devono chiedere scusa a me e ai romani” . Questo è ovviamente vittimismo politico. La Raggi sta strumentalizzando una richiesta di archiviazione (a cui è probabile, ma non sicuro che segua un accoglimento da parte del giudice) esattamente come quando, da consigliera d’opposizione in Campidoglio, chiedeva ai partiti di cacciare indagati e condannati salvo poi scoprire sulla propria pelle che cacciare uno soltanto per un’indagine che magari potrà essere archiviata è un tantinello esagerato. I tweet che però faceva ai tempi (due anni fa, non preistoria)  lì rimangono, a cristallizzare il cambio di politica. Allora in prima istanza si può dire che i giornalisti chiederanno scusa a Virginia Raggi quando lei avrà chiesto scusa a tutti gli indagati a cui si riferiva nei suoi tweet. 
virginia raggi 2
Andiamo poi nel merito della questione. La Raggi dice che non ha commesso alcun reato nella nomina di Salvatore Romeo e che non c’è stato alcun ingiusto aumento di stipendio per quest’ultimo. Ora si potrebbe anche spostare la questione dal piano giuridico a quello politico e ricordare alla sindaca che vantarsi di aver triplicato lo stipendio all’attivista grillino e dipendente comunale che le intestava le polizze a sua insaputa, a cui lei – secondo un articolo del Fattoavrebbe fatto volentieri un TSO, e che disse che alcune nomine (tra cui la sua) erano sbagliate perché erano state fatte “di fretta… in agosto” è quantomeno inopportuno. Anche perché si tratta di soldi pubblici e i dipendenti del cittadino (cioè i politici, secondo Beppe) non dovrebbero regalare soldi pubblici a quelli a cui vorrebbero fare un TSO.
salvatore romeo polizza vita 3
Oppure si potrebbe mantenere la questione sul piano giuridico e ricordare che la sindaca Raggi con una delibera firmata il 30 settembre 2016 “a seguito di una aggiornata valutazione delle funzioni svolte da Salvatore Romeo, anche alla luce della differente distribuzione delle attività fra gli addetti all’Ufficio di diretta collaborazione” del primo cittadino, ha riparametrato “il trattamento economico attribuito al medesimo ai sensi del comma 3 bis dell’art. 90 Tuel”, declassandolo dalla terza fascia di “retribuzione di posizione del CCDI/2010 Dirigenti Roma Capitale” alla prima e portandogli lo stipendio da 120 a 93mila euro. E quindi in ultima istanza si può dire che i giornalisti chiederanno scusa a Virginia Raggi quando lei avrà finalmente deciso se lo stipendio di Romeo era ingiustamente alto o meno, visto che gli atti della sua amministrazione dimostrano che era troppo alto mentre lei su Facebook dice il contrario. Poi, se se la sente, la Raggi potrebbe anche a questo punto chiedere scusa a Salvatore Romeo per avergli ingiustamente (versione Facebook) tagliato lo stipendio. E risarcirlo di tasca propria, ovviamente.

Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano