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Salvatore Romeo: così Virginia «scopre» i tagli agli stipendi dello staff

salvatore romeo

«Il mio stipendio? Sicuramente non verrà rivisto al rialzo. Dovremo rivedere tutte le fasce di retribuzione»: parole di Salvatore Romeo, attivista 5 Stelle e dipendente del Comune di Roma messosi in aspettativa e riassunto con stipendio triplicato come dirigente: Romeo è beneficiario di uno degli stipendi che hanno aperto le polemiche a Ferragosto, esattamente quelli che Virginia Raggi ha difeso pubblicamente dicendo che quelli bravi dovevano essere lautamente pagati. E infatti, siccome le parole hanno un peso specifico molto importante nel MoVimento 5 Stelle, Romeo ha annunciato ieri che il suo lauto stipendio verrà rivisto al ribasso.

Salvatore Romeo: così Virginia «scopre» i tagli agli stipendi dello staff

Di più. Parlando con i giornalisti fuori dal Campidoglio Romeo ha ammesso qualcosa di ancora più grave: “È stato commesso un errore su quella delibera perché eravamo in ritardo e dovremo provvedere a una modifica della fascia di attribuzione”, ha detto. “Sono stati commessi errori su alcune delibere, perché eravamo in ritardo, e stiamo rivedendo l’intero corpo delle delibere”, ha spiegato. Alla domanda se fosse preoccupato dal parere dell’Anac sulle altre nomine, tra cui la sua, ha risposto negativamente. “Direi che non sono preoccupato”, ha continuato. Ovviamente, in nome della trasparenza, l’attivista 5 Stelle e dipendente del Comune in aspettativa Romeo non ha detto nulla su quali errori siano stati commessi e sul perché siano stati commessi a causa del ritardo se le nomine sono arrivate un mese e mezzo dopo l’elezione in Giunta e c’era tutto il tempo di controllare le delibere parola per parola.

carla raineri virginia raggi
I compensi dello staff di Virginia Raggi e della giunta (Il Messaggero, 13 agosto 2016)

In un’intervista al Messaggero oggi però Romeo è chiarissimo: ad agosto faceva caldo, per quello abbiamo sbagliato nelle delibere:

«È stato commesso un errore su quelle delibere perché eravamo in ritardo, era agosto, faceva caldo, e dovremo provvedere a una modifica della fascia di attribuzione».
Sta parlando della sua?
«Sì, mi sono messo in aspettativa».
E da funzionario è stato assunto come articolo 90 con una qualifica da dirigente di terzo livello. E’ vero che le è stato triplicato lo stipendio? Questo non è piaciuto ai vertici del M5S.
«Parlerò dei miei compensi a tempo debito e con le carte in mano».
E’ vero che guadagna 120mila euro all’anno?
«Le ho già risposto. E’ tutto scritto».
A dire il vero nella delibera approvata in giunta non c’è scritto il suo compenso ma solo un richiamo molto complesso al contratto nazionale del settore pubblico.
«Sarà tutto trasparente, vedrete».

Insomma: il caldo, il ritardo, era agosto: per questo a Romeo è stato attribuito un compenso sbagliato. A questo punto John Belushi potrebbe giustamente chiedere che ruolo abbiano avuto le cavallette in tutto ciò:

La due diligence a due mesi dalle nomine

E il comune, senza nemmeno arrossire, annuncia che a breve partirà una due diligence per rivedere tutte le delibere di nomina dei componenti dello staff del sindaco al fine di vagliarne la correttezza e revisionare alcuni compensi. Tra i candidati alla riduzione della retribuzione ovviamente anche il compenso di Salvatore Romeo, attivista del M5S e capo della segreteria politica di Virginia Raggi, al centro delle polemiche sui maxi-stipendi dei giorni scorsi. Nel frattempo sul suo tavolo sono arrivati i curriculum dei papabili per sostituire il superassessore (Bilancio, Patrimonio e Partecipate) Marcello Minenna, la capo di Gabinetto Carla Raineri (che ieri si è vista in Campidoglio per “prendere le sue cose”) e i vertici di Atac e Ama. L’unica casella riempita, al momento, è quella dell’amministratore unico della municipalizzata per i trasporti, ruolo affidato a Manuel Fantasia, ingegnere nucleare esperto di trasporti con esperienze internazionali. Contemporaneamente il Movimento – che secondo l’ex pentastellato Pizzarotti è “logorato” dalle correnti – fa autocritica, con il vicepresidente del consiglio comunale, Enrico Stefàno, che ammette le “responsabilità” del M5S. “Sarei ipocrita a dire che va tutto bene”, afferma sottolineando che tra i vertici nazionali e quelli locali “c’è una dialettica certe volte accesa, perché non è che si può sempre essere tutti della stessa opinione”.

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