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L’ideona di ricandidare Virginia Raggi a sindaca di Roma

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Un fantasma si aggira per il Campidoglio: quello della ricandidatura di Virginia Raggi a sindaca di Roma nonostante la regola del doppio mandato. Anzi, grazie all’ipotesi di deroga della regola in barba a Gianroberto Casaleggio si riaprono le porte, teoricamente, alla possibilità di una ricandidatura. Ma, racconta oggi Stefania Piras sul Messaggero, sarebbero proprio alcuni fedelissimi della sindaca nel M5S Roma a spingere per una sua ricandidatura al termine del mandato che scade nel 2021.

L’ideona di ricandidare Virginia Raggi a sindaca di Roma

«Spetta a lei di diritto», spiega al Messaggero un suo fedelissimo che vede già il derby tutto stellato tra Virginia e Roberta, ovvero la Lombardi. Idee che nascono dal lungo pranzo all’hotel Forum tra Beppe Grillo, Davide CasaleggioLuigi Di Maio, quello in cui c’è stata l’apertura sulla decadenza del vincolo di due mandati per i consiglieri comunali.

Ben diverso,da qui a due anni, può essere il calcolo politico: a Raggi conviene davvero ripresentarsi? E a M5S, d’altro canto, conviene ricandidarla? Molto dipenderà, ovviamente, dai prossimi mesi, dai risultati che la giunta capitolina riuscirà (o non riuscirà) a portare a casa, dalla soddisfazione dei romani per la qualità di alcuni servizi oggi in grave affanno come trasporti e rifiuti su tutto.

Al momento, però, anche dall’entourage di Di Maio(invia semi-ufficiale) si ragiona su un Raggi-bis: «Farsi le ossa nei Comuni è fondamentale, Raggi lo sta facendo. E poi ci vuole credibilità con gli interlocutori». L’altro scenario, però, è che per Raggi si aprano le porte di una candidatura in Parlamento e un ruolo centrale nel Movimento, come già capitato a Stefano Patuanelli (da consigliere a Trieste a capogruppo al Senato), Max Bugani, consigliere a Bologna (lo è ancora e ora al Mise) e Giancarlo Cancelleri (al secondo mandato all’Ars siciliana.

Tutto quello che manca in questi ragionamenti è la valutazione dell’opportunità della candidatura. Il MoVimento 5 Stelle Roma ha già preso due clamorose scoppole nelle elezioni suppletive dei municipi III e VIII, dove la caduta dei minisindaci grillini ha portato a far vincere addirittura il ripudiato (dai romani) Partito Democratico. Certo, questo è dipeso anche dal fatto che il PD aveva perso le sue primarie interne per la scelta dei candidati.

In più ci sono da notare anche le scarse vittorie nei collegi il 4 marzo, anche se solo due anni prima il M5S poteva vantare percentuali bulgare nelle due zone: insomma, tutto lascia pensare che la luna di miele tra la sindaca e la città sia finita da un pezzo e non si capisce in che modo la Giunta potrebbe risollevarla in questi due anni che mancano alla fine della consiliatura. Senza contare che la stessa sindaca non sembra al massimo della forma, come ha notato anche Beppe Grillo, da quando è salita al Campidoglio. La ricandidatura di Virginia Raggi potrebbe diventare un flop. Il M5S non sembra essersene accorto. Forse saranno le eventuali urne a risvegliarlo.

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