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La storia del video della gente che balla a Milano

Un video “rubato” da Instagram nel quale si vedono alcune persone ballare a Milano all’incrocio tra via Bixio e via Kramer sta girando sui social come festeggiamento per il primo giorno della fase 2 oggi 4 maggio. Le persone sono abbigliate con magliette e mascherina, quindi cronologicamente non si può datarlo in un periodo molto lontano da questo

video gente che balla a milano

Circola in rete un video “rubato” da Instagram nel quale si vedono alcune persone ballare a Milano all’incrocio tra via Bixio e via Kramer. Le persone sono abbigliate con magliette e mascherina, quindi cronologicamente non si può datarlo in un periodo molto lontano da questo, ma il filmato viene presentato come quello di gente a Milano che balla per festeggiare la fase 2 nonostante non ci siano prove che sia stato girato o pubblicato oggi.

La storia del video della gente che balla a Milano

Questa è una delle versioni del filmato embeddata su Twitter e su altri social network:

Alcuni però sostengono che il filmato non sia stato girato oggi ma che risalga ad alcuni giorni fa, ovvero al primo maggio scorso. In questo caso però si tratterebbe di balli in piena fase 1, e quindi sarebbe certamente illegale. Così come sarebbe illegale filmare e mettere tutto online, visto che chi posta foto e video di quelli che trasgrediscono la quarantena, come ha spiegato Il Sole 24 Ore, oltre a un eventuale risarcimento in sede civile, rischia di dover rispondere del reato di diffamazione aggravata se la fotografia viene accompagnata da post che etichettano come trasgressori o peggio ancora chi avrebbe violato le disposizioni anti contagio.

La regola è semplice: non sappiamo perché quella persona sta uscendo di casa e, in ogni caso, eventuali condotte illecite devono essere segnalate alle autorità competenti, polizia o carabinieri, come precisa da ultimo il decreto legge n.19 del 25 marzo da oggi in vigore. Saranno infatti le autorità competenti a doversi fare carico di dare esecuzione alle misure prescritte. L’emergenza sanitaria non sospende le norme che disciplinano il rispetto dell’altrui riservatezza e reputazione. Dal punto di vista tecnico tutto ciò che identifica una persona fisica è un dato personale che, salvo eccezioni, non può essere divulgato senza il consenso dell’interessato. Il mezzo non conta, il reato di diffamazione si può configurare anche se si condividono i contenuti su gruppi WhatsApp o via mail comunicando con più persone.

 

video gente che balla a milano 1

Se invece fosse stato girato il 4 maggio, allora va segnalato che le persone che sono in strada a passeggiare in teoria stanno rispettando le distanze di sicurezza e stanno indossando le mascherine, ma anche oggi, 4 maggio, rimane comunque in vigore il cosiddetto divieto di assembramento anche se le persone oggi potevano uscire per recarsi da qualche altra parte con motivo giustificato (e quindi non potevano comunque fermarsi in strada a ballare).

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