Opinioni

La ministra Trenta firma decreti contro i bambini ma non è d’accordo con sé stessa

Vi ricordate la ministra della Difesa Elisabetta Trenta? Ma sì che ve la ricordate, è quella che sosteneva di non aver firmato il decreto interministeriale su Open Arms per una questione di umanità e poi ha firmato ieri il decreto interministeriale sulla Mare Jonio perché l’umanità nei giorni pari non vale. Ebbene, stamattina la Trenta ha deciso di superare sé stessa, sostenendo su facebook che lei ha firmato, sì, ma non è d’accordo con sé stessa:

Ieri ho firmato l’ennesimo decreto interministeriale su divieto di sbarco perché tecnicamente, dal punto di vista militare, non vi erano ostacoli a ciò. Contemporaneamente credo però che il Ministro dell’interno, pur nell’ambito dei suoi poteri in materia di ordine e sicurezza pubblica come dettati dalla disciplina del decreto sicurezza bis, non possa mai travalicare e azzerare il sacrosanto diritto di bambini, donne in gravidanza, ammalati o persone in difficoltà di essere soccorsi.

ministra elisabetta trenta

Il soccorso a queste persone diventa diritto di ingresso perché a fianco del decreto Sicurezza sono vigenti, per fortuna, norme internazionali e norme interne che lo impongono. Si tratta di principi sacrosanti che fanno parte della nostra cultura intrisa della tutela umanitaria e della salvaguardia dei diritti dell’uomo.

In punta di logica, le affermazioni di Trenta non fanno una grinza: il soccorso ai 22 bambini sulla Mare Jonio è un diritto, ma lei firma il decreto di divieto di sbarco che colpisce proprio quei bambini perché oggi è giovedì, giorno pari e l’umanità non vale. E domani? Domani è un altro giorno, diceva Rossella O’ Hara. Vediamo se il PD avrà il coraggio di confermare al ministero della Difesa questo specchiato esempio di coerenza gialloverde.

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