Politica

Marco Travaglio e Salvini da cazzaro verde a virologo da bar

Ecco a voi l’uomo che fino all’altroieri voleva aprire tutto contro il Coronavirus e che oggi vuole chiudere tutto contro il Coronavirus, dimostrandosi lo sciacallo zero di COVID-19 e in attesa della prossima giravolta

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Marco Travaglio oggi torna sul Maresciallo Matteo Salvini, ovvero l’uomo che fino all’altroieri voleva aprire tutto contro il Coronavirus e che oggi vuole chiudere tutto contro il Coronavirus, dimostrandosi lo sciacallo zero di COVID-19 e in attesa della prossima giravolta:

Fortuna che – lo dice sempre lui – “mi sto cucendo la bocca per non dire a certi politici quello che penso”, sennò si darebbe del cazzaro da solo. Lo diciamo con la massima simpatia, perché nel video non era più il truce sciacallo di sempre: era un simpatico virologo da bar che dice cose a caso e tenta di socializzare l’ignoranza (“Gli italiani non capiscono chi, perché, come e quando”. Ma parla per te). Grande tenerezza. Domanda perché lasciare aperti i tabaccai, i ferramenta, i negozi di elettronica, le lavanderie-tintorie, gli alberghi, le famigerate profumerie e gioiellerie.

Ma benedetto Cazzaro: i tabaccai perché i fumatori in astinenza diventerebbero dei pericoli pubblici e resusciterebbero subito il contrabbando; i ferramenta perché, se ti si allaga il bagno o la cucina o ti si guasta un elettrodomestico o hai la casa sporca, non puoi aspettare la fine della pandemia; i negozi di elettronica perché il telelavoro è bello, ma serve un pc funzionante; le tintorie perché gli indumenti è bene lavarli ogni tanto, visto che i virus si depositano sui tessuti; gli hotel perché c’è gente bloccata lontano da casa e pare brutto farla dormire sotto i ponti; le profumerie perché – basta leggere il Dpcm –non vendono solo Chanel n. 5, ma anche “prodotti per toletta e igiene personale”, raccomandabile sempre ma soprattutto ora; i gioiellieri invece, mai citati nel decreto, se li è inventati lui.

Poi ci sono le imprese e le fabbriche, che il Salvini del terzo tipo vorrebbe ovviamente “sb arra re”,“chiudere tutte” anziché affidarsi la sorte “al buon cuore dei singoli imprend it or i ” come fa il putribondo Conte. Opinione rispettabile, se non fosse che lui la attribuisce “ai nostri governatori Fontana e Zaia”. Che però hanno chiesto a Conte esattamente l’opposto (cioè quel che lui ha decretato) e per iscritto (il che spiega perché Salvini, con le note carenze di apprendimento, ha capito il contrario): “Per le restanti attività produttive, è già stato raggiunto un accordo con Confindustria che provvederà a regolamentare l’eventuale sospensione o riduzione delle attività lavorative per le imprese”.

Ora, noi speriamo che l’emergenza finisca al più presto affinché l’Italia ritorni rapidamente alla normalità. E che nel giorno radioso e festoso della Liberazione chi di dovere conservi la memoria (il coronavirus ha tanti difetti, ma non colpisce le facoltà mentali né quelle mnemoniche). Cioè ricordi chi ha fatto e detto cosa durante l’emergenza, chi si è mostrato serio, competente, coerente, affidabile e chi no.

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