Politica

Marco Travaglio e la profezia (vera) di Casaleggio

Il direttore del Fatto benedice l’accordo M5S-PD e ricorda alcune parole (stavolta vere) di Casaleggio

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Marco Travaglio oggi sul Fatto celebra l’incontro tra MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico sostenendo che il primo tentativo di avvicinamento tra le due entità risale a dodici anni fa, quando Beppe Grillo tentò di iscriversi al PD ma venne respinto all’epoca delle prime primarie, quelle che incoronarono Veltroni. Poi aggiunge che nel 2013 ci fu il tentativo del voto per il presidente della Repubblica, in cui sempre l’attuale Garante grillino chiese al PD di aprire su Rodotà e anche in quell’occasione venne respitno, fino ad oggi:

L’anno scorso, dopo la vittoria, Di Maio propose un contratto di governo anzitutto al Pd: pareva tutto pronto, poi Renzi lo fece saltare con l’intervista a Fazio e i pop corn. E nacque il Salvimaio. Ora il momento è arrivato, tra le mille diffidenze e gelosie che però, viste le tossine e gli insulti accumulati in questi anni, potevano essere molto più pesanti. Il Pd ha cambiato idea e forse è anche un po’ cambiato. Il M5S è maturato e, anche se nessuno glielo riconosce, un bel po’ del merito va a Di Maio. Che ha rotto il tabù delle alleanze (o dei contratti), ha portato i 5Stelle oltre 1133%, ha pescato il jolly di Conte e ora, insieme al redivivo Grillo, ha compattato il M5S in rotta su una sfida complicata ma ineludibile, che gli è costata la seconda rinuncia a Palazzo Chigi.

Una sfida che potrebbe rivelarsi un disastro, ma potrebbe pure aiutare i due contraenti giallo-rosa a contaminarsi per cambiare in meglio: il M5S ad accumulare esperienza e autorevolezza, il Pd a guadagnare in freschezza, energia e un po’ di sano populismo. Perciò Grillo se la ride: “Lo sapevo che prima o poi sarebbero arrivati”. Con appena 12 anni di ritardo, ma sono arrivati.

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Infine, Travaglio ricorda la falsa citazione di Casaleggio che ha girato in questi giorni e ne tira fuori un’altra, sempre di Gianroberto, che profetizza l’alleanza odierna:

Ps. In questi giorni, improbabili esegeti-medium credono di sapere cosa direbbe Gianroberto Casaleggio. Noi lo ignoriamo, ma sappiamo cosa ci disse nell’ultima intervista del 21 maggio 2014: “Prodi fu molto gentile, ricevette Grillo a Palazzo Chigi, disse che avrebbe distribuito la cartellina con le nostre proposte ai vari ministri e sottosegretari, poi però la cosa finì lì. Era un tentativo di vedere le loro carte: se il centrosinistra faceva proprie le nostre idee, a noi andava bene così, non ci interessava chi le portava avanti. Ma la risposta fu il muro.

Al primo V-Day raccogliemmo 350 mila firme per tre proposte di legge popolare: se Prodi e Veltroni le avessero accolte, avrebbero dato la svolta al Pd e al sistema politico. Ma i giornali, soprattutto di sinistra, ci trattarono come una via di mezzo fra dei mangiatori di bambini e una setta satanica”. Secondo voi che direbbe oggi?

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