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Perché Toninelli e Giulia Grillo sono i due ministri meno apprezzati

danilo toninelli addominali palestra 2

Il governo Conte comincia a perdere parte del suo gradimento presso l’elettorato. I sondaggi pubblicati oggi da Renato Mannheimer sul Corriere della Sera mostrano che la percezione della coesione della compagine governativa è in calo. E che due ministri in particolare vedono crollare il loro gradimento: Giulia Grillo e Danilo Toninelli.

Perché Toninelli e Giulia Grillo sono i due ministri meno apprezzati

La rilevazione di Mannheimer è interessante perché mostra una sempre maggiore insofferenza dell’elettorato leghista nei confronti dell’alleato, anche se la maggioranza pensa che l’esecutivo debba comunque rimanere in piedi. Gli elettori del M5S sono comunque più saldi rispetto ai leghisti su questa prospettiva, mentre un terzo degli elettori del Carroccio non disdegnerebbe il voto anticipato.

Infine, i ministri: “Al crescere della notorietà, tutti sono in calo rispetto al dato registrato subito dopo l’insediamento (con la sola eccezione del ministro degli Esteri, che cresce di un punto e della ministra della Pubblica Amministrazione che scende di uno)”. È un dato piuttosto usuale, quasi fisiologico, che mostra la differenza che c’è tra governare e fare campagna elettorale.  Non solo: cali molto superiori alla media nella popolarità interessano innanzitutto il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, al centro delle polemiche sulla Tav, che scende di ben 18 punti, e il ministro della Salute Giulia Grillo, alla ribalta per i vaccini.

Inutile sottolineare che la media di Toninelli perde soprattutto a causa dei leghisti, mentre la Grillo oggi sconta l’ambiguità di un MoVimento 5 Stelle che prima si dice a parole favorevole ai vaccini (promettendo un voto per sancirlo su Rousseau e poi dimenticando di effettuarlo) e poi candida soggetti come Sara Cunial. Nel caso di Toninelli il ministro si trova al centro di un argomento sul quale Lega e M5S dovranno decidere cosa fare: se chiudere l’esperienza di governo o chiudere con le campagne No-Tav. Toninelli, che evidentemente non è all’altezza di rappresentare oggi un punto d’incontro ma è un elemento di divisione, sconta la sua posizione politica.

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