Opinioni

La poderosa rosicata di Toninelli sulla convenzione di Autostrade

Proprio non ci sta il concentratissimo ministro Danilo Toninelli a passare per quello che non ha a cuore la trasparenza. Lui, sempre vigile e all’erta, ha scoperto questa mattina che Autostrade per l’Italia, la società concessionaria che aveva in gestione il Ponte Morandi, ha deciso di pubblicare sul suo sito tutti gli Atti Convenzionali, compresi quelli che non erano stati già pubblicati sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

trasparenza toninelli mit autostrade concessioni aspi - 1

Il ministero però ci tiene a fare sapere che la pubblicazione dei documenti da parte di ASPI è in ogni caso uno degli effetti dell’azione politica del Governo del cambiamento. Come a dire “vedete che ci temono”? Ma l’attento elettore pentastellato e sostenitore del Salvimaio non deve farsi trarre in inganno dai gesti spontanei del concessionario. Ed è per questo che Toninelli pubblica una lettera dalla quale si evince come avesse dato mandato alla dirigenza del Mit «di tirare fuori tutti gli atti, gli allegati e il Piano finanziario connessi alla convenzione» procedendo senza indugio alla pubblicazione degli Atti Convenzionali.

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L’attento elettore del MoVimento 5 Stelle noterà però che la lettera di Toninelli è datata 24 agosto, ovvero dieci giorni dopo la tragedia di Genova. Il ministro però aveva annunciato già il 15 agosto l’intenzione di desecretare integralmente tutti i contratti in essere con i concessionari. Il 16 agosto Luigi Di Maio aveva invece dichiarato «Adesso desecretiamo i contratti delle concessioni autostradali. I cittadini non lo sanno ma quei documenti sono secretati e anche noi facciamo fatica a conoscerli». Adesso. Non tra qualche giorno. 

autostrade per l'italia convenzione genova ponte morandi - 2

Il trasparente e solerte Toninelli però ha aspettato ben nove giorni per dare mandato agli uffici del suo Ministero di ottemperare alle promesse fatte via Twitter. Evidentemente improvvisamente era venuta a mancare il motivo d’urgenza. Oppure come al solito il governo degli annunci sui social non è in grado di far seguire ai tweet gli atti concreti. Toninelli però sembra anche volersi giustificare spiegando di aver subito (e di stare continuando a subire) «fortissime pressioni interne ed esterne in senso contrario». Da parte di chi? Non lo sappiamo. Ma il ministro dice che tra le pressioni che ha subito c’è anche «la diffida inviata a suo tempo da Autostrade per l’Italia a pubblicare tutto». Curioso. Quella diffida (da parte di AISCAT e non di ASPI) è stata inviata quando ministro dei Trasporti era Graziano Delrio. Lo ha rivelato lo stesso Delrio al Meeting di Rimini rispondendo alle domande sulle convenzioni secretate: «Era tutto online, sono stati rimossi solo per una diffida di Aiscat, che da società quotata in borsa ci diffidò dalla pubblicazione di atti sensibili. Ma chiunque voglia vi può accedere». Evidentemente per il governo del Cambiamento le colpe sono sempre dei governi precedenti mentre le pressioni subite da uno dei ministri di questi famigerati governi sono pressioni fatte direttamente ad un ministro del governo Conte. Ma c’è da capirlo, il vigile Toninelli ha scoperto solo qualche giorno fa del conflitto d’interesse dei commissari da lui nominati per le indagini sul Morandi. Anche in questo caso a quanto pare la revoca delle nomine è avvenuta esclusivamente via social senza atti formali, consolidando una tradizione ormai in voga nel governo guidato da Giuseppe Conte.

Leggi sull’argomento: La convenzione top secret di Autostrade è online (sul sito di ASPI)