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Il test rapido di Diasorin per il Coronavirus

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La Food and drug Administration (Fda) ha dato il via libera all’utilizzo negli Stati Uniti del test per il Coronavirus SARS-COV-2 realizzato da Diasorin. Il ‘Simplexa COVID-19 Direct Kit’ e’ progettato per l’uso sullo strumento Liason Mdx e può essere implementato nei laboratori diagnostici ospedalieri, evitando la necessità di inviare il campione da analizzare ad altri centri di riferimento esterni, consentendo così l’esecuzione del test nel luogo in cui si trova il paziente.

Il test di Diasorin per il Coronavirus

“Siamo orgogliosi di aver ottenuto l’approvazione al lancio del nostro test COVID-19. Speriamo di contribuire a ridurre l’attuale carenza di test che stanno vivendo gli ospedali di tutto il mondo”, ha sottolineato l’Ad del gruppo italiano, Carlo Rosa. “Il nostro test consentirà ai medici di affidarsi a risultati rapidi e precisi per poter prendere le decisioni più opportune nel trattamento dei pazienti. In questo momento così complicato, vogliamo garantire il nostro pieno supporto e la nostra esperienza nella diagnostica per contenere questa pandemia”. Il test molecolare di rapida risposta di Diasorin permetterà di ottenere risultati entro 60 minuti rispetto alle 5-7 ore attualmente necessarie con altre metodologie. Sarà reso disponibile probabilmente entro marzo allo Spallanzani di Roma e al San Matteo di Pavia.

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Coronavirus: i sintomi e il test del tampone (La Repubblica, 22 febbraio 2020)

Attualmente per la diagnosi di COVID-19 si usa il test del tampone, un esame diagnostico che serve per ricercare microrganismi presenti nelle prime vie respiratorie (naso e gola). Consiste nell’inserire un sottile bastoncino cotonato, simile a un cottonfioc, nella gola per prelevare da faringe, tonsille e mucosa il materiale da esaminare. Il sistema della campionatura periodica dei cittadini in quarantena rimpatriati dalle zone epidemiche della Cina è stato adottato anche in Italia per gli italiani ospitati da febbraio scorso, al ritorno da Wuhan, nella sede militare della Cecchignola. Durante il periodo di quarantena, secondo il protocollo inizialmente predisposto, erano previsti 4 tamponi eseguiti periodicamente anche in assenza di sintomi. I campioni, dopo una prima analisi presso il laboratorio del Policlinico militare del Celio diretto dal Colonnello Florigio Lista, che ha contribuito alla messa a punto del protocollo, sono stati inviati allo Spallanzani e poi all’Istituto Superiore di Sanità.

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