Cultura e scienze

Come si esegue il test del tampone per il Coronavirus

Più tamponi, anche per gli asintomatici a rischio, ma non per tutti. Dopo giorni di discussioni e dibattito, la linea che sembra prevalere nelle decisioni di molte Regioni è questa. Il governo invece tiene il punto sui sintomatici

come si esegue il test del tampone per il coronavirus

Come si esegue il test del tampone per il Coronavirus? Il Corriere della Sera oggi pubblica un’infografica che spiega come funziona e la procedura che serve per individuare la positività a SARS-COV-2 e a COVID-19: il primo tampone nasale viene infilato in profondità in entrambe le narici e ruotato, viene poi inserito nella provetta e spezzato a metà. Il secondo tampone viene inserito in bocca per prelevare la saliva da faringe e tonsille e viene poi inserito nella stessa provetta e spezzato. La provetta viene chiusa ermeticamente e disinfettata con soluzione clorata. Successivamente viene identificata e trasferita nel contenitore di sicurezza o conservata in frigorifero, mentre i materiali utilizzati vanno gettati nel contenitore per la raccolta di rifiuti pericolosi.

come si esegue il test del tampone per il coronavirus
Come si esegue il test del tampone per il Coronavirus (Corriere della Sera, 19 marzo 2020)

Intanto, mentre le Regioni varano la corsa ai tamponi, si cerca una linea comune sui test. Spiega il quotidiano:

Più tamponi, anche per gli asintomatici a rischio, ma non per tutti. Dopo giorni di discussioni e dibattito, la linea che sembra prevalere nelle decisioni di molte Regioni è questa. Le posizioni scientifiche sono diverse, spesso contrapposte, ma le richieste di molti esperti vanno nella direzione di aumentare il numero dei test effettuati, senza arrivare allo screening di massa. La linea del Comitato tecnico-scientifico e del governo continua invece a essere quella di effettuare i tamponi ai sintomatici.

Lo spiega bene il presidente dell’Istituto superiore della sanità, Silvio Brusaferro, nella conferenza stampa quotidiana: «I test non sono l’arma decisiva, danno solo una visione istantanea, del momento. Non ci sono scorciatoie: oggi la battaglia si vince con i nostri comportamenti».

La questione del test del tampone rappresenta un cambio di direzione da parte degli scienziati e dell’OMS rispetto a quanto si diceva (e si faceva) a febbraio: in Italia le cronache hanno raccontato nei giorni scorsi che a molti veniva negato il test del tampone perché non avevano tutti i sintomi o perché non ricordavano di aver avuto contatti con persone a rischio. Adesso gli esperti NON dicono di testare chiunque, ma dicono di testare anche chi ha soltanto alcuni sintomi e i contatti di quest’ultimo, pure se asintomatici. Il che significa, prendendo a esempio la comunità di Vo’ Euganeo, chiusa e dove tutti avevano contatti con tutti (nei bar del paese), che in alcuni casi lo screening può riguardare un’intera piccola comunità. Ma non si va verso i test per tutti gli italiani:

Sulla linea del Veneto si stanno schierando diverse regioni, dalla Toscana all’Emilia Romagna, alla Campania. Ma il governatore Luca Zaia sembra frenare: «Non ho mai detto che facciamo tamponi a tutti. Ho detto che li faremo secondo criteri epidemiologici, partendo dagli addetti alla sanità». C’è una questione di costi, che però il governatore riassume così: «Un tampone costa 18 euro e una persona in terapia intensiva costa circa 3 mila euro al giorno». La Sicilia valuta se fare il tampone, nei prossimi giorni, ai 35 mila tornati dal Nord.

EDIT 30 APRILE 2020: Il dottor Gaetano Libra (qui il suo sito) ci fa sapere che l’immagine che correda l’articolo sul test del tampone potrebbe essere fuorviante se non errata e ci invia questa immagine esplicativa per spiegare come dev’essere correttamente effettuato il test:

test tampone gaetano libra

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