Politica

TAV, il Senato boccia la mozione M5S. Adesso Salvini apre la crisi?

voto mozioni tav 1

Il Senato ha bocciato la mozione del MoVimento 5 Stelle sulla TAV: i grillini hanno votato a favore della propria e contro tutte le altre mozioni. L’Aula del Senato ha bocciato la mozione M5s contraria alla realizzazione della Tav con 181 voti contrari. Hanno votato a favore 110 senatori. Il Movimento 5 stelle conta 107 senatori, quindi sono 3 in voti in più a sostegno della mozione pentastellata. Ma Matteo Salvini aveva minacciato la crisi in caso di no all’Alta Velocità da parte del M5S. E ora?

TAV, il Senato boccia la mozione M5S. Adesso Salvini apre la crisi?

E ora vedrete che Salvini non aprirà nessuna crisi. Oggi si è sperimentata la divisione ‘fisica’ fra M5S e Lega anche sui tavoli del governo, in Aula del Senato, durante la discussione sulla Tav. Da una parte ci sono i ministri leghisti Giulia Bongiorno, Matteo Salvini, Gian Marco Centinaio e Erika Stefani. Tre sedie vuote, compresa quella che spetta al premier, li dividono dai ministri cinque stelle Riccardo Fraccaro e Danilo Toninelli. Oggi non c’è stato nemmeno un cenno di saluto tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio nell’Aula del Senato, dove sono in corso le dichiarazioni di voto sulle mozioni sulla Tav. Quando il capo politico M5s e’ arrivato, il leader della Lega era però fuori dall’Aula.

alberto airola tav 1

Ma, nonostante lo spettacolare intervento del senatore Airola, che è riuscito a sbagliare i numeri dell’opera durante il suo intervento nonostante si professi espertone, la crisi non conviene alla Lega, che poi dovrebbe governare e mantenere le promesse, né ai grillini, che perderebbero le poltrone e tornerebbero all’opposizione. Dopo il voto Di Maio ha lasciato il Senato senza dire nulla. “Queste sono valutazioni che fa Salvini, di certo la Lega pone un problema politico ai suoi partner di governo”, dice invece il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo. Ma vedrete, non ci sarà nessuna crisi.

Leggi anche: L’ideona di Travaglio per far cadere il governo Lega-M5S (c’entra il PD)