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L’ideona di Travaglio per far cadere il governo Lega-M5S (c’entra il PD)

travaglio sea watch salvini patronaggio - 4

Marco Travaglio offre oggi al Partito Democratico e a Forza Italia un’occasione d’oro per far cadere il governo Lega-M5S. Un’occasione che sarebbe un peccato non sfruttare, in effetti. Tutto si basa sul voto sulla TAV che oggi arriverà in Aula con le mozioni proposte da tutti i partiti tranne la Lega. Il direttore del Fatto fa notare che ai due partiti basterebbe uscire dall’Aula al momento del voto per far esplodere le contraddizioni nella maggioranza:

Il sistema è semplice. I 5Stelle e LeU hanno presentato due mozioni No Tav e se le approveranno a vicenda. Il Pd, FI, FdI e la Bonino (con Monti, Nencini, il LeU dissidente Errani e quel monumento di coerenza dell’ex pentastellato De Falco) ne hanno presentate quattro Sì Tav. La Lega non ha presentato mozioni, ma voteràper lequattro altrui,compresa quella del Pd, e contro quelle dei 5 Stelle (così violando platealmente il Contratto di governo, che impegna a ridiscutere integralmente il Tav e rende nullo il patto di governo se uno dei due contraenti vota contro l’altro su un tema previsto dal testo) e di Leu.

senato della repubblica

L’unico sistema per far esplodere la maggioranza, è dunque fare in modo che venga approvata la mozione dei 5Stelle e la linea della Lega venga sconfitta. Il che può avvenire solo se le opposizioni lasciano soli i due soci di maggioranza ed escono dall’aula quando si vota la mozione dei 5Stelle, così da abbassare il quorum e trasformare i grillini da maggioranza relativa in maggioranza assoluta.

I senatori al completo sono 315: se sono tutti presenti quando si vota la mozione dei 5Stelle, il quorum è 158 e i senatori M5S+LeU anti-Tav arrivano a stento a 115. Se escono Pd e FI, i presenti sono al massimo 202, il numero legale è garantito, ma il quorum scende a 102 e i 115 anti-Tav diventano maggioranza assoluta. Dunque la mozione No Tav viene approvata. A quel punto Salvini finisce al tappeto per il cazzottone in pieno grugno ed è capace di tutto: dalla crisi di governo alla lotta armata (di cazzate). E anche Conte esce malconcio, avendo annunciato che, fallita la mediazione con Macron e Juncker, il Tav va fatto (anche se poi ha aperto una porticina alla revoca in caso di voto parlamentare).

Travaglio ha ragione. Anche Giovanna Vitale su Repubblica racconta che l’Alta Velocità potrebbe offrire il pretesto politico per dare la spallata. Ma c’è un problema: in molti sono terrorizzati dal voto anticipato. Non solo tra i grillini:

Bastava osservare, nelle ore roventi delle trattative fra gruppi, i volti dei renziani, preoccupati di non essere più ricandidati, e quelli di azzurri e grillini crollati nei sondaggi. Oppure ascoltare la conversazione tra Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa nel salone Garibaldi: «Mi sembra che le opposizioni siano alacremente impegnate a puntellare il governo», sussurrava uno. «È evidente, guarda come sono impauriti, stanno facendo di tutto per evitare l’incidente», la replica.

governo conte cade tav

La stessa cosa vale per Forza Italia e per il Partito Democratico:

All’inizio Berlusconi aveva dato l’ordine di far di tutto per far cadere il governo: Fi avrebbe quindi dovuto disertare il voto sulla mozione grillina, magari insieme al resto della minoranza, per lasciare 5S e Lega a scannarsi tra loro, rendendo plastica la divisione. «Poi però ci siamo resi conto che poteva essere un autogol», rivela Licia Ronzulli, «avremmo lasciato la bandiera pro-Tav solo a Salvini». E hanno cambiato idea. Come FdI: pure loro in principio erano tentati dall’astensione. Ora faranno fronte comune. Configurando una maggioranza alternativa. I tre partiti, insieme, fanno 136 voti. I 5S non supereranno quota 115.

Dove sono i renziani i più irremovibili:

Al mattino è Calenda a lanciare un appello: «Se passa la mozione 5S contro la Tav potrebbe cadere il governo. Tutte le opposizioni devono far sì che i buffoni Di Maio e Salvini se la vedano fra loro», facendo altro «li salveremmo». Parole di fuoco, ribadite da Zanda e Misiani all’assemblea di gruppo. Ma i renziani fanno muro. Sono irremovibili, spaventati da una crisi che potrebbe costargli la poltrona: «Così rinunciamo alla nostra identità, noi siamo sempre stati a favore della Tav» tuonano Valente e Laus Da fuori Nobili twitta: «Ancora con la storia che dobbiamo dividerli? Prossima mossa: richiamiamo Tafazzi in servizio?». E pure Marcucci è netto: «Noi voteremo contro la mozione del M5S». Ma a sera qualcosa si muove, la strategia sarà modulata in aula: se gli altri partiti dovessero uscire, lo farà pure il Pd.

EDIT: Alessandro Di Battista legge Travaglio e fa l’imitazione su Facebook:

Le opposizioni, a cominciare dal PD che accusa il governo di creare un clima d’odio, di distruggere l’economia italiana, di favorire il ritorno al fascismo etc, etc, tra pochi minuti avrebbe il modo di creare la crisi. Come? Votando a favore della mozione del Movimento 5 Stelle contro il TAV. Con i voti del PD la mozione passerebbe creando uno scontro definitivo nel governo. Se io pensassi davvero ciò che dicono di pensare del governo attuale gli esponenti del PD non avrei dubbi: cercherei ogni modo possibile ed immaginabile per farlo cadere.

Vedremo ciò che accadrà tra pochi minuti, ma se le opposizioni non dovessero cogliere questa opportunità sarà chiaro a tutti che i loro annunci contro il governo sono solo chiacchiere e che le tragedie sociali che, a detta loro, vive l’Italia dal 4 marzo ad oggi siano infinitamente meno importanti della tragedia di perdere una poltrona, il titolo di “onorevole” e 12.000 euro al mese.

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