Opinioni

Tassisti e Bolkestein: l'idea cretina di combattere il populismo facendo come dicono i populisti

Si deve combattere il populismo, dicono. Anche perché il MoVimento 5 Stelle e Salvini lo utilizzano per ottenere consenso, vergogna, dicono. Dicono, ma poi che fanno? Ci sono due argomenti molto interessanti che ci aiutano a comprendere quale sia l’atteggiamento del governo e della maggioranza del Partito Democratico che lo tiene in piedi. Uno è quello sulla direttiva Bolkestein. Quando l’Assemblea Capitolina ha votato un’inutile mozione pro-ambulanti siamo tutti saltati sulla sedia per segnalare che si stava facendo un regalo ai Tredicine, pubblicando la foto di Di Maio con il sindacalista Dino ed elogiando l’assessore Meloni che su Piazza Navona si era schierato contro la sua stessa maggioranza. Soprattutto, si ricordava, le iniziative coma queste erano piuttosto demagogiche perché assemblee comunali e consigli regionali non avevano alcun potere in merito di proroghe, visto che le decisioni spettavano al governo e al parlamento. E infatti il 16 febbraio il Senato, dando il via libera al decreto Milleproroghe, ha congelato per due anni l’entrata in vigore della direttiva Bolkestein, che prevede la messa a gara di tutte le concessioni sul suolo pubblico. Le licenze dei commercianti ambulanti sono salve fino al 31 dicembre 2018, ma i Comuni che non l’hanno ancora fatto devono predisporre i nuovi bandi. Alla fine insomma i Tredicine li ha salvati il governo. Con l’aggravante che giustamente gli ambulanti nel segreto dell’urna ricorderanno chi è stato al loro fianco dal primo momento e non chi invece si è accodato alla fine vedendo la mala parata.
tassisti bolkestein
Altro giro, altra storia. Da giorni i tassisti protestano in modo illegale per la prevista sospensione per un altro anno dell’efficacia di una serie di norme che dovrebbero regolamentare il servizio degli NCC e contrastare le pratiche abusive. Per i tassisti sarebbe una sanatoria che favorisce Uber, il servizio per il trasporto che funziona attraverso il telefonino. Da giorni le proteste sfociano in violenze. Ieri tutti se la sono presa con la sindaca di Roma Virginia Raggi che si è schierata al fianco dei tassisti. E poi che è successo? È successo che ieri in serata  il ministero dei Trasporti guidato da Graziano Delrio annunciava l’accordo con i rappresentanti di chi metteva a ferro e a fuoco la città: «le parti convengono, si legge nel verbale dell’incontro “che sarà avviato immediatamente un tavolo di lavoro per la stesura di uno schema di decreto interministeriale di cui all’articolo 2 DL 40/2010 per misure “tese ad impedire pratiche di esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio noleggio con conducente o, comunque, non rispondenti ai principi ordinamentali che regolano la materia” ed uno schema di decreto legislativo delegato di riordino della legge quadro 21/92 ripartendo dal testo proposto dal governo». Anche qui vale il ragionamento sul calcolo elettorale fallito: i tassisti nel segreto dell’urna ricorderanno chi è stato al loro fianco dal primo momento e non chi invece si è accodato alla fine vedendo la mala parata. Mentre quelli che assistono attoniti a questo immondo spettacolo si chiedono se sia davvero una buona idea quella di combattere il populismo facendo quello che dicono i populisti.

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Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano