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Il ristoratore negazionista e no vax che ha aperto il suo ristorante a Ibrahimovic

Sulla sua pagina Facebook una miriade di bufale (già smentite) e complotti sulla pandemia e sulla campagna vaccinale

Tano Simonato

Ha come idolo Sara Cunial, deputata ex Movimento 5 Stelle che ha sempre sostenuto posizioni anti-scientifiche sulla pandemia. Poi una serie di post-bufala sul Coronavirus, sulla campagna di vaccinazione (a livello globale) e sulle restrizioni e le vie legali (inesistenti) per superare le limitazioni imposte dalla legge e confermate con lo stato di emergenza. Questo è il pot-pourri di contenuti che si trovano sulla pagina Facebook di Tano Simonato, ristoratore tifosissimo del Milan finito nel mirino delle critiche per aver consentito a Zlatan Ibrahimovic di sedere al tavolo del proprio ristorante meneghino quando la Lombardia era ancora in zona rossa.

Tano Simonato, il ristoratore no vax e negazionista che ha aperto le porte a Ibrahimovic

Il mondo della ristorazione vive da oltre un anno una situazione difficilissima. Le chiusure forzate, dovute allo stato di emergenza sanitaria, hanno provocato una crisi profonda per tutte le persone che lavorano in quel settore e che vivono di cucina. Mesi infiniti in attesa di poter tornare a una parvenza di normalità, intervallati solamente dalle riaperture estive quando le misure avevano allentato la propria presa sull’Italia, in linea con il ritmo della pandemia. Insomma, il malcontento di tutta la categoria è inevitabile. Ma, alcuni protagonisti anche delle legittime manifestazioni di questi giorni (escludendo quei facinorosi che hanno sfruttato l’occasione solamente per generare caos e violenza) propagandano sulle loro pagine social delle idee complottiste, bufalesche e negazioniste. Ed è proprio il caso di Tano Simonato. Per capire quale sia il suo pensiero, basta fare una rapida ricerca su Facebook. Partiamo da uno dei post più recenti.

Tano Simonato

Il ristoratore posta il video del TgR Leonardo sul famoso “virus creato in laboratorio”. Questo filmato, come già sottolineato in più occasioni lo scorso anno, è frutto di un grande equivoco: non si parlava, infatti, di Sars-CoV-2, ma era solamente un viaggio all’interno di un centro cinese in cui si studiano i virus. Una narrazione sbagliata fomentata dal propagandismo – basato sul nulla – di Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

Bufala decessi vaccino

Il ristoratore meneghino, oltre a credere al motto del web “ma non cielo dicono”, condivide anche dati falsi sugli effetti avversi e i decessi post vaccino. Il tutto accompagnato dalla scritta “meditate”, con annessi puntini di sospensione e punti esclamativi. E, a proposito di bufale, ecco arrivare quella sullo stato di emergenza annullato.

Tano Simonato

Nonostante un utente che segue la sua pagina Facebook abbia commentato postando un articolo di Fact-checking sulla bufala appena postata dal ristoratore, Tano Simonato non batte ciglio e pensa che il tribunale abbia annullato lo stato di emergenza. E chi crede alle catene Whatsapp, non può far altro che cadere inerme davanti alla dialettica anti-scientifica, negazionista e no vax portata avanti da mesi da Radio Radio Tv.

Tano Simonato

Ed eccolo esaltare il medico Mariano Amici, “cacciato” da Bruno Vespa nel corso della trasmissione Porta a Porta di qualche settimana fa. E l’estasi mistica delle posizioni anti-scientifiche, bufalesche e complottiste arriva con la continua condivisione di fake news prodotte da Sara Cunial.

Sara Cunial

Quest’ultima, la più recente, è sui tamponi dannosi. Ma scorrendo lungo tutta la timeline della sua bacheca social, si trovano tantissime altre condivisioni di argomenti già trattati e smentiti nel corso di questo lungo e doloroso anno di pandemia.

E il Milan che fa?

Non sorprende, dunque, la risposta data da Simonato ai colleghi del Corriere della Sera: “Sono venuti a trovarmi degli amici e li ho fatti entrare. Punto. Questa è casa mia e a casa mia faccio quello che voglio”. Ora si attende una posizione ufficiale del club rossonero che, secondo le prime indiscrezioni, sembra non voler prendere provvedimenti nei confronti di Zlatan Ibrahimovic, nonostante il clamore mediatico.

(Foto IPP/Paolo Bona)