Politica

Susanna Ceccardi e i medici calabresi che devono guadagnare meno

Torna d’attualità un suo prestigioso intervento ad Agorà che risale al 2017 in cui dice che è giusto che i medici calabresi guadagnino meno di quelli dell’Emilia-Romagna: “Ci saremmo tutti stupiti del contrario, meno male che non è così”

Susanna Ceccardi è la candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Toscana in quello che sembra essere proprio un bis dell’operazione Borgonzoni in Emilia-Romagna. Negli scorsi mesi si è fatta notare per aver fatto tornare alcuni italiani rimasti in Spagna con l’autocertificazione (!) durante l’emergenza Coronavirus, oltre che per aver pubblicato un attacco ai militari italiani che risaliva a mesi prima allo scopo di polemizzare su Silvia Romano. Su Twitter però è tornato d’attualità un suo prestigioso intervento ad Agorà che risale al 2017 in cui dice che è giusto che i medici calabresi guadagnino meno di quelli dell’Emilia-Romagna: “Ci saremmo tutti stupiti del contrario, meno male che non è così”, esordisce. “Non dovrebbe essere uguale perché in Emilia-Romagna hanno delle strutture più specializzate… bisogna utilizzare il metodo meritocratico come in tutte le sanità”.

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E ancora: “Bisogna premiare la qualità, scusi ma i casi di malasanità in Calabria lei li ha presenti? Lo sa che lasciano i bisturi negli stomaci della gente? Ci sono medici meno bravi… Io non è che ce l’ho con il medico calabrese, ma la sanità calabrese non è un’eccellenza in Italia”. Per la cronaca, l’ultimo caso di bisturi lasciato nella pancia di un paziente si è verificato a Torre Annunziata nel 2019. Prima era successo a Brescia.

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