Opinioni

Omaggio a Stan Lee e ai supereroi confusi e indecisi

Sicuramente i fumetti della mia gioventù erano i supereroi Marvel disegnati da Stan Lee. Quello che è incredibile è che anche mia figlia e i miei studenti siano appassionati allo stesso mondo fantastico dei supereroi. Forse i ragazzi di adesso sono più attratti dalla versione cinematografica con effetti speciali ipertecnologici che dal tratto dei fumetti. Fatto sta che questi supereroi sono riusciti a catturare l’immaginario e abbracciare il cuore dei giovani ininterrottamente dagli anni ‘60 fino ai giorni nostri, una delle poche mode (forse l’unica) che ha resistito al vorticoso cambiamento dei tempi. Come è stato possibile questo? Secondo me perché i supereroi marvelliani ben rappresentano i nostri tempi. Sono confusi e indecisi. Non hanno riferimenti né religiosi e né etici. Non hanno una idea manichea di cosa sia il bene e il male. Superano handicap e prove terribili e li rendono loro punti di forza. Una perfetta descrizione della gioventù attuale che deve affrontare un mondo molto più difficile di quello dei loro padri. Sicuramente questa gioventù non può essere rappresentata da un eroe tutto di un pezzo come SuperMan, Flash Gordon o Mandrake. E’ naturale che trovi molto più affine a sé gli ambigui Joker e Luthor piuttosto che l’eroe Kryptioniano che non ha mai dubbi o sconfitte. Anche i superpoteri degli eroi creati da Stan Lee sono vicini a quanto percepiscono i nostri giovani. I progressi tecnologici gli danno loro dei “superpoteri” rispetto alla realtà vissuta non solo dai loro nonni ma anche dai loro padri. E questi superpoteri, analogamente per i supereroi, anche se utili, non regalano loro felicità. I ragazzi di oggi non sanno parlare. Le loro feste non sono chiassose come erano le nostre. Invece che parlare, finiscono per stare in silenzio, scambiandosi messaggini. In discoteca non parlano alla propria amata/amato, si limitano a cantare il testo della canzone. Bravissimi nella chat, trovano difficoltà nel comunicare con gli altri. Sono esattamente come gli eroi disegnati dalla penna di Stan: fortissimi e spietati, ma, nello stesso tempo, fragilissimi e dolcissimi.

stan lee supereroi
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Da insegnante, voglio loro un bene da morire perché vivono un mondo senza certezze. Senza religione. Ultimamente lo stesso Papa fa proclami da Gramellini o diffonde massime da Baci Perugina (mi è venuto più volte il sospetto che questi messaggi papali da New Age siano fake…almeno lo spero per la sopravvivenza della religione cattolica). Se la Chiesa non è un porto sicuro, non lo è neppure la politica. Non ci sono più ideologie politiche e sociali per cui combattere… Poveretti, son passati del diario della Motocicletta di Che Guevara agli insulsi e insignificanti diari di viaggio di Di Battista o, peggio ancora, ai diari di un matrimonio iperconsumistico quale quello della Ferragni e di Fedez. Bertold Brecht diceva che è sventurata la terra che ha bisogno di eroi…ma quando tutto crolla intorno… quando non ci sono più certezze, neanche quelle scientifiche (l’angolo giro quanti gradi ha? 360? 370?)… quando non solo non c’è un “centro di gravità permanente” ma non c’è neanche una certezza …ecco che gli eroi di Stan Lee, con il loro esempio, rincuorano, ormai da oltre 50 anni, i giovani. Anche se non si capisce cosa sia più il male e il bene, anche se la vita è difficile, anche se i genitori sembrano lontani anni luce, anche se non si riesce a comunicare, se non con chat, con gli altri, ci sono sempre loro, gli inossidabili supereroi quali l’Uomo Ragno, Hulk, Thor, Iron Man che regalano certezze… Molto meglio loro che le autorità morali o , peggio ancora, i politici attuali. Molto meglio Thanos che Di Maio, Salvini, Renzi o Berlusca!!! Grazie Stan Lee per le tue intuizioni… grazie per aver trasmesso un messaggio, magari un po’ confuso, ma sempre un messaggio, ai giovani… E sit tibi terra levis.

Foto di copertina via

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Vincenzo Vespri

Vincenzo Vespri è professore di matematica all’Università degli Studi di Firenze Oltre ad essere un professore universitario di Matematica che vede con sgomento l'università italiana andare sempre più alla deriva, sono anche un valutatore di progetti scientifici ed industriali (sia a livello italiano che europeo). Vedere nuove idee, vedere imprese che nascono, vedere giovani imprenditori che per realizzare le proprie idee combattono fatiche di Sisifo contro il sistema paleo-burocratico e sclerotizzato, è un' esperienza tipo Blade Runner: " Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser".