Opinioni

Quegli strani status di Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio

Oltre che esponenti di spicco del MoVimento 5 Stelle, Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista sono due facebook-star: ogni aggiornamento delle loro pagine sul social network riceve migliaia di mipiace e di commenti. Ieri sera però la pagina di Alessandro Di Battista ha pubblicato un aggiornamento che ha avuto meno successo degli altri, forse perché era abbastanza incomprensibile ai più. E precisamente quello che recitava: “La competenza professionale di chi ha redatto il ricorso per le regionarie siciliane è fuor di discussione”.
lorenzo borré alessandro di battista
Per fortuna subito dopo lo stesso Di Battista ha pubblicato un video che parlava delle elezioni siciliane che ha ricevuto un sacco di mipiace. Ma rimane la valenza criptica del messaggio di Di Battista: perché ha sentito il bisogno di parlare il 31 ottobre della faccenda del ricorso per le regionarie siciliane dell’iscritto M5S Mauro Giulivi? Sarà un messaggio in codice, roba tipo “le fragole sono mature”? Il mistero ha cominciato a infittirsi quando anche Luigi Di Maio, candidato premier in pectore del M5S alle prossime elezioni politiche, ha scritto la stessa identica cosa, anche lui ricevendo pochi mipiace e anche lui postando successivamente una serie di video per “mandare giù” l’aggiornamento in questione:
lorenzo borré luigi di maio
Ma insomma, cosa è successo ieri e cosa ha spinto Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio a pubblicare quegli aggiornamenti di stato? Un indizio per la comprensione del sottotesto ce lo offrono indirettamente alcuni dei commenti pubblicati sotto gli status, e precisamente quelli che taggano e nominano l’avvocato romano Lorenzo Borré, che insieme al palermitano Riccardo Gentile ha seguito il ricorso di Giulivi in Sicilia. Subito dopo la sospensione delle regionarie decisa dal giudice civile, infatti, sia Di Maio che Di Battista avevano scritto degli status che, curiosamente, contenevano frasi piuttosto simili, parlando di “nemici della contentezza” che volevano provare a fermare il M5S con “un ricorso da azzeccagarbugli”.

luigi di maio azzeccagarbugli
L’affermazione, come si scriveva qui ai tempi, era offensiva in primo luogo nei confronti del tribunale, che ha accolto totalmente le motivazioni del ricorso – che quindi non era roba da azzeccagarbugli, altrimenti sarebbe stato respinto – e poi anche nei confronti di chi si stava muovendo nei limiti di legge per far rispettare i propri diritti. In effetti, poi, qualche minuti prima della pubblicazione degli status da parte di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, l’avvocato Borrè scriveva pubblicamente questo:
lorenzo borré alessandro di battista 1
Ora, siccome tre indizi fanno una prova e quindi tremilanovecentosettantasei indizi fanno come minimo un ergastolo, abbiamo qualche elemento in più per ipotizzare cosa sia accaduto: molto probabilmente l’avvocato, ritenendo offesa la sua professionalità dalla definizione di azzeccagarbugli, ha minacciato di querelare Di Battista e Di Maio. E loro, per evitare possibili conseguenze – che, a dirla tutta, finora non sono state baciate dalla fortuna per il M5S nei tribunali civili – hanno deciso di rettificare quanto scritto (e detto all’epoca) ammettendo così implicitamente la colpa. Ovviamente hanno fatto il tutto cercando di far comprendere il meno possibile agli iscritti alla pagina, come prevede esplicitamente il comma 3284732bis del codice dell’onestà intellettuale. Niente di nuovo sul fronte occidentale.