Economia

Stadio della Roma, il PD romano si è iscritto al M5S?

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La giunta Raggi ha approvato la delibera che di pubblica utilità che fa ripartire il progetto dello stadio Tor Di Valle. Una delibera che assieme al taglio del 40% delle cubature (non ci saranno le tre torri) costa 75 milioni di euro in meno di opere pubbliche. Un taglio alle infrastrutture che rende il nuovo stadio meno accessibile. Come era prevedibile il PD, che durante la giunta Marino ha sostenuto il progetto del nuovo stadio della Roma ha deciso di criticare la variante al piano di urbanizzazione. Le motivazioni però sono molto simili a quelle usate dai 5 Stelle in passato. E così va in scena un tragicomico scambio delle parti con i Dem ad attaccare il progetto e i pentastellati a difenderlo.

Quando il M5S era contro lo stadio della Roma

Per chi non ha seguito la travagliata storia del progetto del nuovo stadio della Roma ecco un breve riassunto. Ignazio Marino (sostenuto dal PD) fa approvare nel 2014 la famosa delibera 132 che dà l’avvio all’iter per la costruzione del nuovo stadio nell’area di Tor Di Valle. La delibera prevedeva una serie di opere pubbliche per un valore di 195 milioni di euro tra cui il prolungamento della Metro B, l’acquisto di nuovi convogli per la tratta Ostia-Lido. Molto più importante nella delibera di Marino e dell’assessore all’Urbanistica Caudo prevedeva che il proponente fosse tenuto ad adempiere “obbligazioni di fare” aventi ad oggetto la realizzazione di tutte le opere pubbliche prima che lo stadio potesse aprire i battenti. Con la nuova delibera invece non è così.
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Sia durante l’iter di approvazione che successivamente, quando la Raggi fu eletta sindaca e Paolo Berdini fu nonimato assessore, i 5 Stelle contestarono durante il progetto. Nel 2014 la Raggi ad esempio scrisse che lo stadio era solo una scusa per costruire il Business Park (ovvero le tre torri progettate da Libeskind). Anche se ridotto di cubatura il Business Park c’è ancora. Il MoVimento ha poi tirato fuori il problema del rischio idrogeologico, del vincolo della Soprintendenza sulle tribune del vecchio ippodromo, della variante urbanistica al PRG che non si poteva fare e infine la legge sugli stadi che non consentirebbe di edificare un’area commerciale. Ovviamente si trattava di balle.

Se il PD usa gli stessi argomenti del M5S

Un conto però è essere sempre stati contro lo stadio e poi essersi trovati a gestire il problema, cambiando idea. Un altro è essere sempre stati a favore e ora utilizzare gli stessi argomenti per contestare la delibera di Virginia Raggi su Tor Di Valle. Eppure il PD romano è capace di questo ed altro. Se da una parte ci sono le giuste critiche dell’ex assessore Caudo (che il gruppo PD tra l’altro cita su Twitter), dall’altra in un documento diffuso ieri il Partito Democratico della Capitale attacca la delibera su Tor Di Valle usando sostanzialmente gli stessi argomenti che sono stati usati dal M5S. C’è il riferimento al vincolo della Soprintendenza sulla Tribuna e c’è pure il vincolo sul rischio di natura idrogeologica.

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E LA VEDOVA ARMELLINI??

Peccato che quel rischio fosse già noto al tempo della delibera Marino; ma la cosa interessante è che la messa in sicurezza tramite il fosso di Vallerano è già compresa nel progetto. Sia in quello attuale sia in quello della delibera del 2014. Era una bufala quando ne parlavano Beppe Grillo e Paolo Berdini ed è una bufala anche oggi che ne parla il PD. Confrontate il documento del PD con questo post di Roberta Lombardi che a febbraio  parlava del “fortissimo rischio idrogeologico”.
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Lo status di Roberta Lombardi

Andiamo avanti: il PD tira fuori l’articolo 62 del Decreto Legge n. 50/2017, che andava a modificare la sugli stadi (Legge 147/2013) che prevede che affinché il progetto di costruzione di un nuovo stadio sia sostenibile finanziariamente per il proponente. Vale a dire per evitare che la società fallisca e lasci una cattedrale nel deserto. È per questo motivo che Eurnova ha chiesto di aumentare l’indice di Edificabilità Territoriale ed è per questo motivo che oltre allo stadio verranno costruiti il Business Park e il centro commerciale Convivium.
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Per il PD dovrebbe essere imbarazzante trovarsi a dire che la legge “non può valere per Roma” (e perché?) lamentandosi dell’esistenza di aree commerciali e residenziali nel progetto. Aree la cui edificazione era prevista anche dalla delibera 132 del 2014. Ma soprattutto quella del PD è un’argomentazione molto simile a quella contenuta in un esposto del M5S.

Il Partito Democratico e la storia della vedova Armellini

Quando il Consiglio Comunale votò la delibera Marino su Tor Di Valle, Daniele Frongia (M5S) ricordò che le aree dove sarebbe stato edificato lo stadio erano di proprietà della vedova Armellini ricordando le “porcate” dell vedova Armellini. È quantomai singolare che il PD si accorga oggi, tre anni dopo quella delibera, del “problema” della proprietà di parte dei terreni (il resto è di Parnasi).

In realtà il contenzioso del Comune con la vedova Armellini riguarda – e lo disse Frongia in quel lontano dicembre del 2014 – alcune milioni di tasse non pagate dagli Armellini. Ne parlò anche Presa Diretta nel 2015. Per un curioso caso di amnesia il PD romano dimentica che il circolo del Pd di Ostia – come ricorda l’Espresso –  “ha goduto per decenni di un locale affittato dal Campidoglio nei possedimenti Armellini”.

Sorpresa: il PD è contro il nuovo stadio della Roma

Il Partito Democratico poi si esprime contro una delibera che dichiara al tempo stesso la pubblica utilità e attua la variante urbanistica (come fece la 132/2014) e ancora più incredibile si lamenta che il nuovo progetto è per uno stadio di capienza massima per 55 mila spettatori. Non si accorge che il vecchio progetto era per uno stadio di capienza di 52.000 posti espandibili a 60.000 secondo le esigenze. Ma ben più importante il numero minimo di posti per una competizione UEFA è 8mila posti a sedere. Fino ad oggi gli stadi selezionati per ospitare una finale di UEFA Europa League avevano una capienza minima di 30 mila posti mentre per una finale ci Champions 60 mila. Ma in questo caso c’è a disposizione lo Stadio Olimpico.
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Infine, al contrario di quanto sostenuto da Paolo Ferrara (M5S) il Partito democratico non ha votato contro lo stadio di Tor Di Valle. Durante la commissione congiunta urbanistica – mobilità di Roma Capitale, presieduta dal presidente della commissione urbanistica Donatella Iorio gli esponenti del PD hanno lasciato la seduta non partecipando al voto. Secondo Giulio Pelonzi consigliere PD: “Votando noi la delibera in consiglio ci assumiamo la responsabilità di dire si anche in presenza di due vincoli di una causa sulla proprietà e in assenza della valutazione della situazione finanziaria di Eurnova che il curatore fallimentare dovrebbe fornire al Comune. Se non si sbloccano queste e non si danno risposta sulle opere pubbliche noi non la votiamo”. Per Pelonzi la delibera espone i consiglieri al rischio Corte dei Conti e richieste danni da parte di terzi. La stessa denuncia che fecero i 5 Stelle nel 2015 a proposito della delibera Marino.

Leggi sull’argomento: Quanti soldi ci rimettono i romani con la delibera sullo stadio della Roma a Tor Di Valle?