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I cinque consiglieri M5S che non vogliono lo Stadio della Roma

stadio della roma tor di valle rischio idrogeologico 4

Cinque consiglieri del MoVimento 5 Stelle Roma potrebbero far saltare l’accordo tra Comune e proponenti sullo Stadio della Roma a Tor di Valle. E per questo la Giunta Raggi pensa di bloccare l’iter anche se questo significherebbe dover restituire soldi alla A.S. Roma dopo la causa già annunciata da Baldissoni per conto di Pallotta. A parlare dei cinque consiglieri è oggi il Corriere della Sera Roma:

Finora l’unica a esporsi è stata la consigliera Monica Montella, che ha ribadito:«Per me è “no” allo stadio, io sono sempre stata contraria, è stata la nostra rovina». Parole emerse nel dibattito pubblico a differenza di altri che, in segreto, potrebbero maturare la stessa decisione: mollare un progetto che -nonostante la due diligence richiesta da Virginia Raggi e le rassicurazioni della Procura sulla legittimità dell’iter amministrativo-suscita sempre maggiori perplessità.

Se i tempi rischiano di dilatarsi, non solo per il crescente scetticismo, ma anche per l’attività consiliare rallentata dalla sospensione di De Vito, tra i Cinque Stelle potrebbe essere già scattata la conta. In chiaro, Montella si è già chiamata fuori. Per tirare dritto, quando arriverà il momento di votare la variante urbanistica i consiglieri di maggioranza favorevoli dovrebbero essere 24 su 28 (compresa la sindaca). Basterebbero 5 grillini a far saltare il banco(su 47 votanti).

E gli occhi sono tutti puntati su Gemma Guerrini, assente (assieme a Montella) al voto della delibera in Consiglio il 13 giugno 2017. Intanto l’avvocato amministrativista Gianluigi Pellegrino in un’intervista alla Gazzetta, in caso di stop al progetto «la Roma non avrebbe diritto a ricevere danni perché ancora la variante non è stata approvata né, tantomeno, è stata firmata la convenzione urbanistica». La scelta, dunque, sarebbe squisitamente politica? No, perché la Roma ha già speso soldi per il progetto (70 milioni di euro) e già questo smentisce Pellegrino. In più la delibera 32/2017 di novazione della dichiarazione di pubblico interesse è del 14/06/2017 cioè oltre i 18 mesi entro i quali la l. 241/90 considera congrua l’applicazione dell’autotutela.

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