Economia

Cosa succede con lo spread a 400

spread 3 per cento

Se lo spread dovesse allargarsi ulteriormente le banche italiane potrebbero essere costrette a nuovi aumenti di capitale. E’ l’avvertimento lanciato dal Credit Suisse in un report sulle banche italiane.

Cosa succede con lo spread a 400

“Lo spread sopra 400 punti base non è sostenibile. Un ampliamento di 200 punti base dai 238 di fine giugno ridurrebbe in media il Cet1 (principale indicatore di solidità patrimoniale, ndr) di 66 punti base, dal 12,53% a 11,87%” per le banche monitorate da Credit Suisse, “facendo scattare aumenti di capitale”. Gli analisti svizzeri stimano inoltre un impatto negativo del 3,9% sugli utili delle banche dalla riduzione della deducibilità degli interessi passivi dal 100 all’86%. Oggi lo spread tra BtP e Bund ha sfiorato quota 300 punti per poi scendere a 297. Il rendimento del decennale si è attestato al 3,50%, il massimo da quattro anni e mezzo. La tensione si registra anche sui titoli a breve, con il quinquennale che ha raggiunto un massimo di sessione al 2,761% e il due anni che ha toccato l’1,5%. I mercati mostrano nervosismo sulla scia dell’alta tensione tra Roma e Bruxelles dopo il no della Commissione Ue alla Nota di aggiornamento al Def e la risposta del governo italiano, che con il vicepremier Luigi Di Maio ha confermato l’intenzione di non indietreggiare sullo sfondamento del deficit. L’impennata dello spread registrata oggi, con il differenziale tra Btp e Bund tedeschi salito fin quasi a 310 punti base, segna un nuovo massimo da oltre cinque anni. Era infatti dall’aprile del 2013 che la forbice tra i bond governativi di Italia e Germania non segnava un differenziale tanto ampio. I rendimenti dei Btp decennali, che in mattinata hanno toccato un massimo del 3,62%, sono invece ai livelli più alti dal febbraio del 2014.

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Lo spread BtP-Bund (Corriere della Sera, 7 ottobre 2018)

È interessante notare che il limite di 400 per lo spread è quello indicato off the records dal MoVimento 5 Stelle come l’ultimo prima di chiedere e firmare un armistizio con l’Unione Europea. Con lo spread a 400  l’intero sistema rischierebbe di cedere rapidamente, ragionano grillini e leghisti che evidentemente sottovalutano la possibilità che una lenta agonia possa fare gli stessi danni in un orizzonte temporale più lungo (oppure ritengono questa ipotesi più sostenibile delle altre). A quel punto si aprirebbero due possibilità: la prima è di rimangiarsi il deficit/PIL al 2,4% rinunciando di fatto a fare politica economica per gli anni a venire, visto che non ci sarebbe spazio per le costosissime riforme della Fornero e del reddito di cittadinanza. O meglio, ci sarebbe a patto di mettere le mani sulle forbici e tagliare, tagliare, tagliare come del resto i 5 Stelle avevano promesso avventatamente durante la campagna elettorale. Questa ipotesi però è irrealistica perché significherebbe scontentare ampi strati della popolazione che oggi hanno accordato la loro preferenza ai gialloverdi. L’altra ipotesi sarebbe quella di lasciar cadere il Governo del Cambiamento, fare spazio a un esecutivo tecnico e correre il più velocemente possibile verso nuove elezioni politiche e una nuova legittimazione.

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