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Poltrone in vista: la grande corsa di sottosegretari e viceministri

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Non si interrompe un’emozione. A quanto pare è davvero a rischio la carica di Laura Castelli, viceministra del Conte Uno, che nel Conte Bis rischia davvero, come da indiscrezioni, di andare allo Sviluppo Economico. Carmelo Lopapa su Repubblica oggi fa il conto del risiko di viceministri e sottosegretari: a via XX Settembre andranno altri:

Il Pd per il vice punta su Antonio Misiani. Il Movimento gli affiancherebbe Stefano Buffagni, reduce dallo Sviluppo (dove finirebbe, in una sorta di incrocio, Laura Castelli, reduce proprio dal Mef). Affiancherebbero il ministro Roberto Gualtieri per lavorare subito alla manovra e a seguire al dossier altrettanto delicato delle nomine di Stato. Su quella partita dirà la sua, come è ovvio, anche la Presidenza. Ecco perché il premier Conte, che ha perso il braccio di ferro con Di Maio sul sottosegretario, a beneficio di Riccardo Fraccaro, vuole comunque al suo fianco Roberto Chieppa, attuale segretario generale.

Il secondo sottosegretario alla Presidenza non preparerà né verbalizzerà le sedute del Consiglio dei ministri, ma vigilerà comunque su tutta l’attività di Palazzo. Nel M5S stanno cercando una collocazione al governo anche per Nicola Morra, che lascerebbe la presidenza dell’Antimafia forse per Franco Mirabelli, pd. L’ex sindaco di Livorno Filippo Nogarin potrebbe approdare nel nuovo ministero all’Innovazione tecnologica. Tra i nodi più delicati quelli delle comunicazioni. Walter Verini andrà alla giustizia, anche se era in corsa per l’editoria.

filippo nogarin

E mentre è clamoroso che Nogarin, che ha rinunciato a correre a Livorno per fare l’europarlamentare e non è stato eletto, venga ripescato così, ci sono anche i posti per LeU:

Una delega tra le più contese che invece potrebbe finire ad Andrea Martella, coordinatore pd, in ballo anche come viceministro allo Sviluppo economico. I 5S non vogliono restare affatto fuori da giochi e fanno per l’editoria (che era in mano a Vito Crimi) il nome dell’ex direttore Sky Emilio Carelli. Il loro capogruppo e altro mancato ministro, Francesco D’Uva, è in corsa come vice alla Cultura. Manlio Di Stefano confermato agli Esteri, dove invece ii dem sembrano preferire Marina Sereni a Lia Quartapelle. Stabili nel Pd le quotazioni di Emanuele Fiano agli Interni, Anna Ascani all’Istruzione (o alla Pa), Simona Malpezzi all’Istruzione.

E nel M5S quelle di Lucia Azzolina all’Istruzione, Gorgio Trizzino alla Sanità, Giuseppe Brescia ai Rapporti col Parlamento. Ancora da definire le collocazioni di Luciano D’Alfonso e Marco Miccoli tra i dem (ne hanno 18-19). Per Gianni Cuperlo potrebbero riaprirsi le porte della Camera se davvero venisse candidato nel collegio lasciato dal neo commissario Ue Paolo Gentiloni. Per Leu disponibili due (forse tre) caselle per quattro contendenti: Arturo Scotto, Erasmo Palazzotto, Michela Rostan e Rossella Muroni (ma si fa anche il nome del socialista Riccardo Nencini).

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