Economia

La sospensione selettiva di Irpef e Iva per autonomi e professionisti

Una possibile soluzione su come sospendere i versamenti di lunedì prossimo per imprese, autonomi e professionisti chiamati a pagare l’Iva annuale, le ritenute Irpef e i contributi. Un conto salato per i contribuenti ma che diventerebbe altrettanto salato per le casse dello Stato

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Il Sole 24 Ore oggi annuncia che nel decreto Coronavirus che conterrà gli aiuti per l’economia e che è previsto per venerdì ci saranno la sospensione a tre corsie per ritenute, contributi e Iva, lo stop alle attività delle Entrate e di quella dell’agente pubblico della riscossione e il blocco dei termini di pagamento legati a cartelle, al saldo e stralcio, alla rottamazione-ter e agli atti esecutivi del Fisco.

Dopo una maratona di oltre 20 ore i tecnici del Mef sarebbero giunti forse a una possibile soluzione su come sospendere i versamenti di lunedì prossimo per imprese, autonomi e professionisti chiamati a pagare l’Iva annuale, le ritenute Irpef e i contributi. Un conto salato per i contribuenti ma che diventerebbe altrettanto salato per le casse dello Stato se, per far fronte all’emergenza sanitaria,si volesse sospendere a tutti i contribuenti l’appuntamento alla cassa di lunedì. Per le sole ritenute Irpef di dipendenti privati, pubblici e autonomi lo Stato lo scorso anno ha incassato nel mese di marzo 12,5 miliardi, a cui si sono aggiunti i 10 miliardi incassati con i versamenti annuali Iva dei contribuenti mensili (i trimestrali versano a maggio).

Un totale di 22,5 miliardi di mancata cassa in caso di sospensione generalizzata difficilmente gestibile in questa delirata fase, dove l’emergenza sanitaria ormai va a braccetto con quella economica. Senza contare poi che alla sospensione dei tributi va necessariamente concessa la sospensione dei contributi. Di qui l’ipotesi, ancora da confermare con le stime della Ragioneria, di una sospensione selettiva dei pagamenti fiscali, almeno dei più onerosi. Un rinvio solo delle ritenute e dei contributi per le imprese delle filiere più colpite, come turismo, fiere, trasporti, sport, cultura e spettacolo. Mentre per gli autonomi si punta alla sospensione di ritenute, contributi e Iva per quelli con fatturati fino a 400mila euro in caso di prestazioni di servizi (società e professionisti) e le partite Iva con ricavi inferiori a 700mila euro per la cessione di beni e dunque per commercianti, artigiani e piccole imprese.

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Decreto emergenza Coronavirus: cosa prevede (La Stampa, 11 marzo 2020)

Una boccata d’ossigeno per famiglie e piccole imprese arriva intanto dall’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera) che ha deciso di bloccare i distacchi per morosità per elettricità, gas e acqua, rimandati dal 10 marzo al 3 aprile. Viene inoltre costituito un conto presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali, fino a 1 miliardo, per ulteriori interventi a favore dei consumatori. Iniziative analoghe sono poi giunte dalle aziende. A fare da apripista è stata Italgas che, già da domenica, ha comunicato di aver sospeso i distacchi chiesti dalle società di vendita.

E ieri anche Acea e Iren hanno deciso la stessa mossa per i territori serviti e rinviato il pagamento delle fatture per i clienti in difficoltà economiche. Snam, invece, stanziato 20 milioni di euro per il sistema sanitario e il terzo settore impegnati nell’emergenza. La donazione si aggiunge ad altre già arrivate nei giorni scorsi, mentre il governo valuta possibili deduzioni fiscali su questo fronte nel nuovo decreto allo studio, nonché una rimodulazione degli oneri di sistema sulle bollette.

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