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Giacomo Li Destri: il candidato della lista Cancelleri e il cugino indagato per mafia

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Il pentastellato Giancarlo Cancelleri ha fatto della lotta contro gli “impresentabili” uno dei temi portanti della sua campagna elettorale. Nelle liste dei suoi avversari ci sono gli impresentabili di “primo livello” – quelli che hanno in corso qualche processo o che sono stati già condannati per qualche reato. E ci sono anche quelli di “secondo livello”, che pagano le colpe dei padri o di altri parenti. Candidati che pur non avendo commesso  alcun reato e non essendo nemmeno indagati sono lo stesso degli impresentabili per vincolo familiare. Ma Cancelleri sta imparando che chi di “impresentabilità” ferisce di impresentabilità perisce.

Il boomerang dell’attacco dei 5 Stelle agli impresentabili delle altre liste

La cosa ovviamente non ha mancato di scatenare polemiche. Un po’ perché il M5S aveva messo nella lista degli impresentabili persone che non lo sono. Un po’ perché è venuto fuori che anche il MoVimento 5 Stelle ha la sua buona dose di persone “impresentabili”. Nessun indagato, beninteso, ma la presenza nella lista per le regionali siciliane di un vero e proprio esercito di parenti di altri eletti e candidati del M5S o di portaborse e assistenti qualche problema lo potrebbe creare. Infatti Cancelleri per un po’ ha fatto finta di non capire quale fosse la parentopoli grillina di cui tutti parlavano (eppure sua sorella è deputato della Repubblica). L’attacco a Cancelleri arriva oggi da Claudio Fava, il candidato della lista “I cento passi per la Sicilia”.
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Nei giorni scorsi i 5 Stelle avevano chiesto a Fava di ritirarsi in nome “della storia della sua famiglia”. Oggi Fava ha denunciato che “nella lista di Palermo dei 5stelle è candidato Giacomo Li Destri, cugino di primo grado del’omonimo Giacomo Li Destri, sotto processo per associazione a delinquere di stampo mafioso e ritenuto referente di Cosa Nostra a Caltavuturo”.

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Luigi Di Maio all’inaugurazione della trazzera di Caltavuturo

Giacomo Li Destri è effettivamente candidato nella lista del M5S. Tra le altre cose è il proprietario dell’impresa edile che costruì – con i soldi dei consiglieri regionali a 5 stelle la famosa trazzera di Caltavuturo, presto soprannominata la Via dell’Onestà. Ci sarebbe da discutere sul fatto che per ottenere una candidatura è utile aver fatto qualche opera buona per il MoVimento, ma non è questo il punto.

Le accuse di Claudio Fava a Giacomo Li Destri

Secondo Fava i problemi di Li Destri sono due. Il primo è avere un cugino che è considerato il referente di Cosa Nostra a Caltavuturo. La vicenda è stata rivelata ieri dal Giornale e Fava ha colto la palla al balzo.

Va detto quindi che se c’è un candidato di Forza Italia con un fratello a processo, c’è anche un cugino di un candidato grillino con accuse molto gravi. Candidare il cugino di colui che è considerato il referente di Cosa nostra a Caltavuturo dimostra molta fantasia. Nessuno mette in dubbio l’onestà del candidato. Le carte hanno poi fatto emergere che i rapporti tra i due cugini sono concreti. E che il candidato si sarebbe rivolto ad alcune persone che avrebbero dovuto esimerlo dal pagamento del pizzo. E quelle persone sarebbero state indicate dallo stesso cugino sotto processo anche nel corso di un incontro tra i cugini e un’altra persona.

Il secondo riguarda il candidato del M5S che avrebbe pagato il pizzo e avrebbe omesso di denunciare la richiesta di pagamento. Giacomo Li Destri non nega di avere un cugino coinvolto in un’inchiesta di mafia ma precisa che da trent’anni non ha più rapporti con il suo omonimo parente e che non può certo rispondere lui delle colpe di altri. Il che è quello che disse anche la consigliera regionale M5S Valentina Corrado e quello che dissero tutti quelli accusati da Cancelleri di essere impresentabili in ragione delle loro parentele. Evidentemente per i 5 Stelle le parentele altrui sono una colpa quelle proprie invece no.
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La vicenda del pizzo è diversa. Li Destri ha annunciato che sporgerà querela nei confronti di Fava perché non ha mai pagato il pizzo e se l’avesse fatto sarebbe stato denunciato per aver dichiarato il falso. Ma allora perché Fava ha detto che Li Destri ha pagato il pizzo? Nell’inchiesta Black Cat Li Destri (candidato) figura come parte lesa perché avrebbe subito un’estorsione e – secondo i Carabinieri – non si sarebbe opposto alle richieste di pagamento “venendo in contatto con il cugino”.

Da dove viene fuori la storia del pizzo pagato da Li Destri?

La spiegazione ce la fornisce la ricostruzione di MeridioNews che riporta alcune intercettazioni dove il Li Destri (cugino) Mario Cascio (referente per la famiglia mafiosa di Valledolmo), come si stesse comportando suo cugino (il candidato del M5S). Cascio rispose che l’imprenditore aveva eseguito gratuitamente dei lavori e che quindi si era “comportato bene”.  Questa intercettazione conferma la ricostruzione di Li Destri che ha scritto che suo cugino si era “informato su di lui”. C’è però un’altra intercettazione nella quale altri due presunti mafiosi affermano che Li Destri (il candidato pentastellato) «si sarebbe rivolto ad Antonio Maria Scola al fine di pagare quanto dovuto all’organizzazione mafiosa, ma questi gli avrebbe detto di rivolgersi direttamente a Mario Cascio». Secondo i magistrati Li Destri (candidato) avrebbe eseguito dei lavori a titolo gratuito a Cascioe e si sarebbe “messo in regola” pagando il pizzo per i lavori eseguiti nel territorio di competenza della cosca.
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Secondo Cancelleri il fatto che Li Destri non sia stato incriminato per favoreggiamento è la prova della sua innocenza e quindi Fava sta solo spargendo fango sul candidato a 5 Stelle. Fava invece rilancia:

Resta come un macigno l’assoluta inopportunità di candidare nella lista dei 5Stelle un imprenditore edile cugino di primo grado di un capomafia delle Madonie arrestato e sotto processo. Gli scrupoli morali che valgono per i candidati di Musumeci a maggior ragione dovrebbero valere per Cancelleri che da mesi parla di onestà a casa degli altri. Se Cancelleri sapeva e ha taciuto è grave; se non sapeva è peggio: chi non si accorge della pericolosità di queste relazioni familiari all’interno della propria lista come farebbe ad accorgersi dei comitati d’affare mafiosi nella spesa pubblica della Regione?

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Li Destri su Facebook continua a ribadire la sua innocenza e precisa che – sentito dai Carabinieri – avrebbe confermato di non aver rapporti con l’omonimo parente da lungo tempo, a causa di non meglio precisati motivi famigliari.