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I 200mila euro di Soros a +Europa

george soros tamiko bolton

In un post su Facebook Benedetto Della Vedova e Silvja Manzi, rispettivamente segretario e amministratrice di +Europa hanno ringraziato George Soros e sua moglie Tamiko Bolton per il finanziamento di 200mila euro.

I 200mila euro di Soros a +Europa

“Ringraziamo di cuore George Soros e sua moglie Tamiko Bolton per aver avviato la campagna di autofinanziamento di +Europa in vista delle elezioni europee con un contributo di 100.000 euro ciascuno, pubblicati sul nostro sito e notificati a norma di Legge. Ci auguriamo che molti cittadini, e fra loro in particolare imprenditori e manager, seguano il loro esempio”, hanno scritto Della Vedova e Manzi.

L’annuncio non poteva che scatenare qualche polemica: “Dimmi con chi vai ti dirò chi sei… @bendellavedova e @Piu_Europa annunciano, gioiosi, un mega finanziamento da parte di @georgesoros, scelte pericolose, #Soros il peggiore nemico dei popoli e dell’Europa, alla larga da chi ha fatto del male agli italiani, una grande vergogna”, ha scritto Maurizio Gasparri su Twitter. E anche Giorgia Meloni non ha voluto mancare l’occasione: “Lo speculatore finanziario che sostiene le ONG per favorire l’immigrazione di massa in Europa e distruggere gli Stati nazionali, ha appena finanziato ufficialmente con 200 mila euro il partito di Emma Bonino +Europa. Soros e la grande finanza sono scesi in campo per le prossime elezioni europee: hanno scelto la sinistra come loro alleati e noi sovranisti come loro nemici. Un grande orgoglio per noi patrioti di Fratelli d’Italia: tenetevi i soldi degli usurai, la nostra forza è il popolo italiano”.
Il diavolo veste Soros
George Soros è da anni bersaglio di un’intensa attività diffamatoria che proviene soprattutto dall’ultradestra. Le caratteristiche per essere considerato “altamente sospetto” ce le ha tutte. È ebreo (e quindi solletica l’antisemitismo di ritorno), si è arricchito grazie ad operazioni di finanza internazionale, sovvenziona le ONG che soccorrono i migranti nel Mediterraneo Centrale e qualcuno lo ha pure accusato di aver finanziato la “rivoluzione” contro Donald Trump. Salvo poi scoprire che Soros è in affari con Jared Kushner, il genero del Presidente USA. Ma di base l’argomento contro Soros (oltre al suo cognome palindromo e quindi ipso facto diabolico) si riduce al fatto che è un ricco “colpevole” di esportare democrazia a destra e a manca con la sua Open Society Foundation. Prima della visita a Roma il nome di Soros era comparso nella vicenda di Gabriele Del Grande, il documentarista arrestato in Turchia che – ovviamente – si diceva fosse “finanziato da Soros”.
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Come sempre le coincidenze segnalano che qualcosa non va. Ad esempio molti attenti parlamentari hanno notato che Soros fosse a colloquio con Gentiloni qualche tempo fa (oppure è viceversa??) proprio mentre Carmelo Zuccaro veniva audito in Commissione Difesa al Senato sulle Ong. Poco importa che Zuccaro abbia candidamente ammesso di non avere prove e di non sapere praticamente nulla. Beppe Grillo, che da anni agita lo spauracchio di Soros è andato oltre.

Presidente Gentiloni, di cosa avete parlato con Soros? Il miliardario l’ha avvisata che è in vista un’altra speculazione? Vuole comprare a prezzi ridicoli qualche gioiello italiano che ancora non è passato in mani straniere? Si è lamentato per l’inchiesta del procuratore Zuccaro sulle ONG che agirebbero come taxi del Mediterraneo e che sono finanziate con milioni di dollari ogni anno da Soros stesso? Le ha chiesto di intervenire per bloccare l’inchiesta?

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da La Verità del 04/05/2017

Perché tutti hanno paura di Soros
Per il Capo Politico del MoVimento 5 Stelle Soros nella migliore delle ipotesi è venuto a fare shopping in Italia (e sappiamo che non è uno che si accontenta di via Condotti). Ma potrebbe essere venuto pure a lamentarsi – di persona! – dell’inchiesta di Zuccaro. Inchiesta che non è nemmeno partita, trattandosi di una indagine conoscitiva. Grillo ricorda anche di quella volta che Soros “causò una perdita del 30% del valore della lira e una perdita valutaria pari a 48 miliardi di dollari”. Una storia secondo la quale il magnate di origine ungherese provocò il crollo della lira con il suo fondo d’investimenti Quantum. In realtà le cose sono andate diversamente perché se è vero che Soros speculò sulla lira ma non fu lui “da solo” a farlo.
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Semplicemente Soros seppe approfittare della debolezza del nostro paese e di una fuga di capitali che era già in atto. A dirlo è la stessa Banca d’Italia nella sua relazione del 1993 dove spiega che nel settembre 1992 dall’Italia uscirono 25.881 miliardi di lire. La speculazione di Soros, che pure c’è stata e nessuno nega, in questo immane flusso di denaro rappresenta una minima parte. Il fatto è che nel 1992 tutti sapevano che la lira era la moneta più debole del sistema SME e che dopo l’unificazione tedesca molti capitali vennero attirati dall’operazione della Bundesbank di alzare i tassi di interesse. La conseguenza fu che tutti, anche gli italiani, comprarono marchi e bund tedeschi.
Perché la politica usa Soros come spauracchio
Lo spauracchio però venne utilizzato per mascherare e far dimenticare la dabbenaggine della politica italiana, incapace di fermare la fuga di capitali per proprie responsabilità. Esattamente come in altre occasioni storiche e come oggi. Fa sorridere che chi si preoccupa della speculazione sulla Lira faccia parte di un partito che vorrebbe l’Italia fuori dall’euro. Ovvero in una situazione che consentirebbe nuove operazioni del genere.

zuccaro ong commissione difesa senato - 2
Maurizio Gasparri ha già scoperto il gomblotto di Soros

La paura di Soros unisce MoVimento 5 Stelle, neofascisiti di Casa Pound, Lega Nord e personaggi noti per essere esperti di economia come Maurizio Gasparri. Coincidenze?