Politica

Il grande ritorno della bufala del sondaggio con il M5S al 43%

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Da ieri sulle pagine di molti attivisti pentastellati ha preso a circolare la “notizia” che secondo gli ultimissimi sondaggi il MoVimento 5 Stelle sarebbe accreditato al 43% dei consensi. Proprio nei giorni in cui si fanno più insistenti le voci di un ritorno alle urne a causa di una presunta crisi di governo tra Lega e M5S ecco che spuntano gli alfieri del meglio soli che male accompagnati che pretendono di dimostrare che il MoVimento è il primo partito con un margine decisamente rassicurante rispetto alla Lega.

Chi sono quelli che fanno girare il sondaggio del M5S al 43%

Fonte di queste incredibili rivelazioni è il sito Essere-Informati.it che in articolo senza data che sta ottenendo molte condivisioni in queste ultime ore sostiene che «ultimi sondaggi portano il M5s al 43% grazie anche ad un listino unico se il centrodestra si riunisce. Se si andasse alle elezioni oggi, il centrodestra potrebbe avere la maggioranza assoluta alla Camera». La spiegazione della bufala è tutta nelle prime righe dell’incipit ma a quanto pare i fan del M5S non se ne sono accorti.

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Tra i primi a riportare la notizia (che come vedremo notizia non è) c’è Adriano Valente,  il cui nome è già comparso nel report del PD sulla galassia dei siti “non ufficiali” legati al MoVimento 5 Stelle e già noto alle cronache per aver inventato la notizia di un uomo picchiato dalle forze dell’ordine perché voleva entrare alla Leopolda. Curiosamente Valente a febbraio aveva diffuso un falso sondaggio “dall’estero” sulle elezioni di marzo 2018. C’è poi la pagina Facebook “Ah non è Roma” che ha come mission quella di mostrare agli italiani i grandi successi del M5S romano e non solo.

Perché il sondaggio è una bufala

Anche in questo caso il sondaggio che vede il M5S al 43% è una bufala. Si tratta infatti di una vecchia storia, già protagonista di un trionfante post da parte del deputato Manlio Di Stefano che  aveva mostrato proprio la stessa schermata tratta da una puntata di Porta a Porta del 30 maggio dove veniva mostrata una scheda con i dati elaborati da Euromedia e dall’Istituto Piepoli. Quella stessa schermata viene riportata anche nell’articolo di Essere-Informati. Non si tratta quindi di un sondaggio di questi giorni.

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Per rendersene conto è sufficiente andare sul portale che elenca i sondaggi politico elettorali e cercare l’ultimo sondaggio realizzato da Euromedia per Porta a Porta, pubblicato il 18 ottobre scorso. Anche all’Istituto Piepoli è stato commissionato un sondaggio analogo dalla trasmissione di Bruno Vespa. I risultati danno, per la Camera, il MoVimento 5 Stelle al 29,5% e la lega al 30%. Si tratta di dati che sono in linea con i sondaggi settimanali commissionati da La7 a SWG e i cui risultati possono essere letti qui.

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I dati dell’ultimo sondaggio Eurmedia per Porta a Porta

Una volta appurato quindi che non si tratta di “ultimissimi sondaggi” né di “sondaggi recenti” andiamo a spiegare cosa significa quella scheda con il MoVimento al 43%. Come ha correttamente scritto l’autore dell’articolo il sondaggio che dà il M5S al 43% è è quello che testa il gradimento elettorale delle possibili alleanze e, nel caso della slide illustrata e fatta girare dai grillini, si illustra l’effetto nei sondaggi di una cosa che ancora non c’è, ovvero la lista unica di centrodestra. Se Salvini, Berlusconi e Meloni si presentassero in una lista unica, unirsi non gioverebbe, spiegava all’epoca Vespa, perché l’unione dei tre partiti avrebbe dato risultati peggiori rispetto al fatto che ciascuno corra da solo. Infatti in studio Vespa commentava dicendo che: “Il dato clamoroso è che la lista unica di centrodestra schiaccerebbe il PD e favorirebbe il M5S”. La cosa davvero divertente è che questa spiegazione è riportata anche nello screenshot che i sostenitori del MoVimento 5 Stelle stanno facendo girare per dire a tutti – dal momento che i giornali non ce lo dicono – che il MoVimento è il primo partito. Non è così: a fine maggio 2018 il M5S sarebbe stato il primo partito se Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia avessero deciso di formare una lista unica. Quella lista unica però non è mai esistita e non esiste nemmeno ora.

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