Fact checking

I falsi sondaggi “dall’estero” che circolano su Facebook

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Il 17 febbraio è iniziato il periodo di silenzio dei sondaggi. Fino al 4 marzo sarà vietato diffondere i risultati di nuove rilevazioni, il che ovviamente non significa che i sondaggi non possono essere effettuati privatamente dai partiti. Siamo entrati nel periodo dei “sondaggi clandestini” a base di di corse di cavalli, conclave o quotazioni delle auto di lusso. C’è però anche chi non si fa molto scrupoli e diffonde sondaggi “in chiaro” ovvero senza tentare di mascherare i nomi dei partiti politici.

Il falso sondaggio della BBC che dà il M5S al 48%

Il problema principale di questi sondaggi è che sono falsi. Prendiamo ad esempio i risultati di un sondaggio effettuato – secondo l’autore del post – dalla BBC. La scherma del sondaggio, diffuso su Facebook il 17 febbraio, ha ottenuto quasi tremila condivisioni. Secondo questo “sondaggio” il MoVimento 5 Stelle sarebbe in testa con il 48.4%, seguono il PD-Partito Democratico al 20%, la Lega Nord al 10,3 e Forza Italia al 10,2. Se il sondaggio fosse vero sarebbe clamoroso, e infatti un disclaimer avvisa subito i lettori: “nessuna televisione o giornale italiano farà mai vedere questo sondaggio ma anzi diranno che è una fakenews”. Segue il classico invito a condividere “per far sapere la verità”.

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Il falso sondaggio della BBC sulle politiche del 4 marzo 2018

Chiunque abbia una certa dimestichezza con i sondaggi del Tg de La 7 noterà che la veste grafica è molto simile. Chi invece ha più dimestichezza con l’attuale panorama politico italiano non potrà che notare degli errori madornali che la BBC non avrebbe senza dubbio commesso. Ad esempio la Lega Nord ha cambiato nome e si chiama Lega, così come Fratelli d’Italia ha abbandonato la sigla di Allenza Nazionale. Gli altri tre partiti, quelli intorno al 3% semplicemente non si sono presentati alle elezioni. Il Nuovo Centro Destra non esiste più, Sinistra Italiana è confluita in Liberi e Uguali mentre “Democratici e Progressisti” dovrebbe essere MDP, che è uno dei partiti che fanno parte di LEU. Insomma quel sondaggio non solo è una bufala ma è una bufala fatta male perché chi lo ha realizzato ha commesso troppi errori.

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C’è infine da rilevare che una versione dello stesso finto sondaggio era già comparsa un anno fa, l’8 marzo 2017, sulla pagina Italia Malata. Mentre a fine dicembre era stata segnalata dal direttore del TG de La 7 Enrico Mentana che faceva notare che la data (8 marzo) era sbagliata e rilevava che “Se uno va a scorrere questo e altri profili simili si rende conto che non c’è adeguata distanza rispetto al mondo m5s. È un meccanismo fastidioso e controproducente, perché alimenta la sensazione di inaffidabilità del movimento”.

I falsi sondaggi “che arrivano dalla Germania”

E Mentana ci aveva visto giusto perché a diffondere altri sondaggi, questa volta “provenienti dalla Germania”, troviamo un personaggio il cui nome è già comparso nel report del PD sulla galassia dei siti “non ufficiali” legati al MoVimento 5 Stelle. Si tratta di Adriano Valente, già noto alle cronache per aver inventato la notizia di un uomo picchiato dalle forze dell’ordine perché voleva entrare alla Leopolda, l’assemblea dei renziani che si svolge annualmente a Firenze.

Sul profilo Facebook di Valente (che tra gli amici ha personaggi di spicco del M5S come, Danilo Toninelli, Nicola Morra, Lorenzo Fioramonti e Marcello De Vito) diffonde solo notizie pro-M5S. Valente è anche amministratore della pagina non ufficiale M5S News che ha pubblicato lo stesso post sul sondaggio “che viene dalla Germania” e che annuncia che quota 40% è sempre più vicina e che quindi la vittoria totale è a ormai a portata di mano.

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Sempre dalla Germania arrivano altri sondaggi, ad esempio quello – senza fonte – che dà il M5S al 38,9%, il Centrodestra al 30,2% e il Centrosinistra al 24,7%. Di sicuro tra i molti che condividono questi sondaggi lo fa in buona fede e crede davvero che il M5S possa fare un risultato incredibile. Ma lo scopo di chi crea e diffonde questi falsi sondaggi potrebbe essere un altro: quello di dare quasi per certa la vittoria, nella speranza di convincere gli  ultimi indecisi a dare il proprio voto.

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Una strategia che potrebbe però essere controproducente perché potrebbe anche spingere molte persone a non andare a votare, convinte che il risultato sia ormai al sicuro. Insomma i falsi sondaggi rischiano di danneggiare il M5S non solo perché continuano ad alimentare la teoria che tra gli attivisti ci siano persone che a tempo pieno si occupano di creare e diffondere bufale ma anche perché potrebbe spingere alcuni elettori a non andare a votare.