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La guerra dei sondaggi per il governo M5S-PD

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Colpo di scena! Il Fatto Quotidiano pubblica oggi i risultati di un sondaggio dal quale si “scopre” che la realtà è “diversa dai tweet”: l’istituto Noto ha infatti effettuato una rilevazione il 7 marzo su un campione di ben MILLE ELETTORI (non elettori PD, tutti gli elettori) con risultati che arrivano proprio a fagiuolo, come si direbbe.

La guerra dei sondaggi per il governo M5S-PD

L’articolo di Tommaso Rodano racconta infatti che quasi sei elettori del PD su 10 sono favorevoli a un governo con il MoVimento 5 Stelle: «Numeri che smentiscono la campagna Twitter #senzadime, con cui i dem stanno riempiendo i social network di messaggi per esprimere la propria contrarietà all’“inciucio” post elettorale», scrive il Fatto riferendosi all’hashtag che nei giorni scorsi ha spopolato sui social network. Ma c’è di più: secondo lo stesso istituto è il MoVimento 5 Stelle ad essere invece contrario all’alleanza con il Partito Democratico:

“Il 59% degli intervistati, tra coloro che hanno votato per il Partito democratico, si è dichiarato favorevole a un accordo con il Movimento, in un’alleanza che comprenderebbe anche ipochi parlamentari di Leu. Stiamo parlando di elettori semplici; ovvero di coloro che compongono il bacino elettorale del Pd, non degli iscritti né tanto meno degli eletti. Questo significa che c’è una certa differenza di vedute tra i dirigenti del Partito democratico e i loro elettori. Una divergenza che si è manifestata ampiamente nei risultati usciti dalle urne”.

m5s pd sondaggio elettori 1

I numeri elaborati da Noto, insomma, ribaltano il racconto politico di questi giorni: non sono tanto gli elettori del Pd ad avere dubbi sull’al leanza con il Movimento, quanto quelli del Movimento ad avere dubbi sull’allean za col Pd.

Ma non finisce qui. Perché nel frattempo La Stampa di Torino apre con un’altra rilevazione che dice invece tutt’altro.

Il M5S vuole allearsi con la Lega

Mentre c’è chi spinge per l’alleanza con il PD, infatti, nel M5S le convergenze parallele sono molto più chiare di quello che sostiene Il Fatto. Avendo evidentemente compreso che ci sono più vicinanze tra il programma del MoVimento 5 Stelle e quello della Lega rispetto a quello del Partito Democratico, un sondaggio interno ai grillini spinge per l’alleanza con il Carroccio. Il sondaggio, commissionato dai vertici del M5S, rivela un elettorato spaccato quasi a metà, ma pare leggermente più propenso ad allearsi con la Lega di Matteo Salvini che con il Pd, anche senza Matteo Renzi, spiega Ilario Lombardo:

Avere pronto un sondaggio che spinge il M5S verso la Lega, da tirar fuori al momento opportuno, può rivelarsi molto funzionale alla politica dei due forni che i grillini stanno conducendo nella loro fermezza, che appare immobilità ma che non è tale. È anche una pronta risposta all’appello alla responsabilità rivolto ai partiti da Sergio Mattarella. «Noi ci siamo, siamo responsabili e siamo l’unico fattore di stabilità tra i partiti» sostengono Di Maio e i parlamentari a lui più vicini, come Danilo Toninelli che ieri al Tg1 ha ribadito la volontà di dire «no al caos e all’instabilità».

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Se sarà con il Pd, bene. Altrimenti il M5S cercherà di chiudere con Salvini. Una strada che non è certo semplice, considerando che il leghista ha lanciato un’Opa sul centrodestra e non può permettersi di essere fagocitato in un governo dove sarebbe comunque il socio di minoranza.

Non solo: sondaggio per sondaggio, uno di Index Research per Piazzapulita dice l’esatto contrario di quello di Antonio Noto:

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C’è la regola? Stiamo alla regola!

Ma siccome c’è ancora chi nel paese conserva un pochino di memoria storica, tutto questo racconto dà un certo senso di déjà-vu. Nel 2013, quando Pierluigi Bersani offrì la famosa alleanza-non-alleanza con il MoVimento 5 Stelle un sondaggio di Lapolis pubblicato da Repubblica diceva che gli elettori del M5S erano favorevoli a un accordo con il PD per la formazione del governo. Ironia della sorte, le percentuali erano molto simili a quelle di oggi.

sondaggio lapolis m5s pd

Cosa successe all’epoca? Successe che giustamente Beppe Grillo disse che i sondaggi non contano niente, specialmente se hanno campioni così ridotti (1000 per quello di Noto, 1528 per quello di Lapolis dell’epoca) e dell’alleanza con Bersani non se ne fece nulla. E allora, come si diceva in Jack Frusciante è uscito dal gruppo, “C’è la regola, scusate, stiamo alla regola”. Gli elettori e la base grillina sono più interessati al Patto di Neanderthal tra MoVimento 5 Stelle, Lega e Fratelli d’Italia. Sia fatta la volontà sondaggistico-popolare. O no?

Leggi sull’argomento: Quando Marco Travaglio spiegava la storia dell’inciucio M5S-PD