Economia

Lo scontrino elettronico e la bufala della “contabilità automatica”

Commercialisti e tributaristi criticano lo spot dell’Agenzia delle Entrate perché lascia intendere che con lo scontrino elettronico arriva la contabilità automatica (ma non è vero). Giorgia Meloni se la prende con “il Governo” che fa pagare i nuovi registratori di cassa agli esercenti, ma dimentica di dire quale: quello Lega-M5S che ha introdotto l’obbligo dello scontrino elettronico

Dal 1 gennaio 2020 è entrato in vigore lo “scontrino elettronico“. Come tutte le novità dell’Agenzia delle Entrate è stato accompagnato da storie strappalacrime di anziane signore di 99 anni “costrette” a chiudere l’attività per colpa di questo malvagio strumento. Dall’altra parte della narrazione c’è lo spot di AdE che non fa assolutamente alcuna chiarezza, anzi contribuisce ad aumentare la confusione.

Lo spot ingannevole sullo scontrino elettronico

Innanzitutto non si tratta di una una vera e propria novità, perché l’obbligo della fatturazione elettronica è partito a luglio del 2019 per chi nel 2018 aveva realizzato un fatturato superiore ai 400mila euro l’anno, ma il nuovo regime si estende dal primo gennaio 2020 a tutti gli operatori che emettono ricevute fiscali, e quindi anche a commercianti, artigiani, alberghi e ristoranti. Gli esercenti dovranno obbligatoriamente dotarsi (leggi= acquistare) un registratore telematico oppure provvedere all’adattamento del vecchio registratore di cassa. Quest’anno lo Stato riconoscerà un contributo sotto forma di credito d’imposta pari al 50% della spesa sostenuta per ogni apparecchio, fino a un massimo di 250 euro in caso di acquisto e di 50 euro in caso di adattamento.

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Ma secondo l’Agenzia delle Entrate lo scontrino elettronico ha anche dei vantaggi per i contribuenti. Ad esempio il nuovo sistema «consentirà all’Agenzia delle entrate di acquisire tempestivamente e correttamente i dati fiscali delle operazioni per metterli a disposizione – mediante servizi gratuiti – degli stessi operatori Iva o dei loro intermediari, supportandoli nella compilazione della dichiarazione Iva e nella liquidazione dell’imposta». Nello spot dell’AdE che sta andando in onda in questi giorni in televisione viene “spiegato” che «dal 2020 la gestione della contabilità diventa automatica con il registratore di cassa telematico». Secondo l’ODCEC, l’ordine dei commercialisti di Roma, si tratta di una pubblicità ingannevole perché anche con lo scontrino elettronico «la contabilità continua ad esistere» e non è affatto automatica.

Le proteste dei commercialisti e tributaristi

Anche il Presidente dell’Istituto Nazionale Tributaristi Riccardo Alemanno è critico nei confronti dello spot: «, quello del MEF sui corrispettivi telematici e presunti automatismi della contabilità, contiene mezze verità di un sistema rivoluzionario per le imprese che non può essere spiegato in pochi secondi, ma che richiederebbe una chiara, corretta ed approfondita informazione. Gli unici automatismi riguardano la contabilizzazione dei corrispettivi, da qui ad una contabilità automatica ce ne passa». Del resto è proprio grazie alla contabilità che l’Erario incassa le tasse. Con lo scontrino elettronico semmai dovrebbe essere più facile scovare gli evasori. Nella guida dell’Agenzia delle Entrate infatti il termine “contabilità automatica” non viene mai menzionato.

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Ma anche qui il sistema del registratore di cassa telematico non è una garanzia di successo. Perché funziona ovviamente solo per coloro che emettono regolarmente lo scontrino fiscale. Per gli evasori totali, coloro che cioè non battono mai lo scontrino, poco cambia. O quasi: perché  il nuovo registratore di cassa invia automaticamente anche i dati riguardo ad aperture e chiusure e i periodi di inattività e sarà quindi più semplice per il Fisco verificare il volume d’affari di un esercizio commerciale, eventualmente attivando controlli se non viene “battuto” nessuno scontrino elettronico. Alemanno fa però notare che sarebbe più importante spiegare ai contribuenti che «dal 2020 per la detrazione del 19% dall’Irpef, salvo alcune esclusioni, le spese dovranno essere pagate con sistemi tracciabili altrimenti non potranno essere detratte» invece che mandare in onda spot pubblicitari a basso contenuto informativo.

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Critica anche la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che parla di «nuova follia del Governo» che addebita agli esercenti le spese per farsi controllare. Ma così come per la lotteria degli scontrini, quella che Salvini considerava una “boiata pazzesca” e che era stata voluta dal suo Governo, anche per lo scontrino elettronico gli esercenti devono ringraziare l’esecutivo gialloverde. È stato infatti con il Decreto Fiscale 2019 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale a dicembre del 2018) e successivamente con le modificazioni introdotte con il DL Crescita che è stato introdotto l’obbligo di dotarsi dei dispositivi per l’emissione del corrispettivo elettronico per tutti a partire dal 1 gennaio 2020. E in quel periodo al governo c’era sì Giuseppe Conte, ma il Governo era il Conte 1, quello con la Lega.

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