Opinioni

Riuscirà la sceneggiata di Chiara Appendino a impaurire i grillini di Torino?

Ieri Chiara Appendino ha dimostrato tutta la collegialità e la partecipazione del MoVimento 5 Stelle cacciando il vicesindaco e assessore Guido Montanari (ovvero: ritirandogli le deleghe) in solitaria, senza passare dall’Aula e senza cercare l’approvazione della “sua” maggioranza. Era l’unico atto che la prima cittadina poteva effettuare da sola e non è evidentemente bastato a mettere in riga la sua maggioranza, che dopo il suo intervento in Sala Consiliare ha fatto mancare il numero legale dando l’opportunità all’opposizione di far chiudere la seduta e mandando un segnale preciso alla sindaca. Ovvero, che lei non comanda proprio niente. Spiega oggi Repubblica Torino che hanno disertato in cinque:

Una dissidente storica, quale Daniela Albano, e un ortodosso critico, come Federico Mensio, non ci sono dall’inizio, mentre altre uscite sono provocate proprio dalla sindaca: le altre due “nemiche della contentezza” Maura Paoli e Viviana Ferrero e l’ex presidente del consiglio e fedelissimo di Appendino, Fabio Versaci, lasciano i pentastellati senza il numero legale e solo il “soccorso” delle opposizioni ha permesso ad Appendino di pronunciare il suo j’accuse, mandato in diretta Facebook.

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Le correnti grilline nel consiglio comunale di Torino (La Repubblica Torino, 16 luglio 2019)

La risposta della capogruppo, Valentina Sganga, è stata dura: «La rimozione del vicesindaco è una scelta che rientra nelle competenze della sindaca, che non ha condiviso con noi, quindi la responsabilità è sua. Siamo a un punto di stallo, probabilmente di evoluzione per il Movimento e di questa amministrazione, ma serve un confronto con la maggioranza prima di dire se si può andare avanti. Come consiglieri abbiamo sempre agito per il bene della città, ma questo va fatto senza ripercorrere le strade fallimentari del passato. Ai torinesi e ai possibili investitori è necessario spiegare bene qual è la nostra idea di cambiamento e di crescita forse non sempre lo abbiamo fatto ed è colpa di tutti noi. Serve rispetto dei ruoli, ma voglia di ascoltare anche le posizioni più eterodosse». Per giovedì è stata fissata la riunione di maggioranza e lì la Appendino avrà la possibilità di fare i conti perbene per scoprire che la sua sceneggiata non ha impaurito nessuno. A quel punto potrebbe dare le dimissioni, come ha minacciato qualche giorno fa. Oppure tirare a campare per non tirare le cuoia, visto che quando le ricapita di essere prima cittadina a Torino? E state sicuri che sarà la seconda ipotesi a trionfare.

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