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Sbarchi fantasma: i 6000 migranti arrivati in Italia che Salvini non vi racconta

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Nella lettera che ha inviato al Corriere della Sera per annunciare che non vuole essere processato per sequestro di persona sulla Diciotti, Matteo Salvini ha scritto che nel 2018 ci sono stati «23.370 sbarchi contro i 119.369 dell’anno precedente. Il trend è confermato anche dalle prime settimane del 2019. Dall’inizio dell’anno a ieri si sono registrati 155 arrivi sulle nostre coste. Nello stesso periodo di un anno fa gli sbarchi furono 3.176». Quello che Salvini ha dimenticato di dire è che mentre il governo fa la guerra alle ONG per ragioni di propaganda politica, in parallelo agli sbarchi «ufficiali», nel nostro Paese da mesi sono in aumento i cosiddetti «sbarchi fantasma», approdi illegali che avvengono con piccoli gommoni veloci con motore fuoribordo o barchini in vetroresina che trasportano 10-15 persone alla volta. Queste imbarcazioni viaggiano dalle coste del Maghreb alla Sicilia in poche ore. Quando si tocca la costa italiana i pochi migranti vengono fatti scendere e gli scafisti di solito abbandonano i resti del natante lungo la costa. Qualcuno viene rintracciato sulla terra ferma, altri fanno perdere le loro tracce. E ovviamente non finiscono nei conti del ministro ad usum delphini.

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Le rotte degli sbarchi fantasma (Corriere della Sera, 29 gennaio 2019)

Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera cita i dati del Viminale (e quindi sarà difficile per il ministro smentirli)  per raccontarci che al 31 dicembre 2018 risultano effettuati ben 341 sbarchi e arrivate 5.999 persone. Di queste, 2.331 sono state trovate appena scese dai barchini e altre 3.668 sono state rintracciate a terra. Ma poi ci sono anche quelle che sono riuscite a non farsi individuare e che — dicono gli analisti — potrebbero essere almeno altre 2.000.

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I numeri degli sbarchi fantasma (Corriere della Sera, 29 gennaio 2109)

L’articolo racconta anche quello che ha detto sul tema il presidente della Corte d’Appello di Palermo Matteo Frasca durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario:

Non a caso — dopo aver sottolineato come non sia chiaro se il calo degli sbarchi ufficiali sia il frutto di una riduzione delle operazioni di salvataggio o dell’aumento dei «morti in mare» — l ’alto magistrato ha evidenziato come «oltre alle impervie traversate con i migranti ammassati a centinaia in condizioni disumane su barconi fatiscenti, vengono realizzati sempre più spesso altri sbarchi, specie dalle coste tunisine verso quelle siciliane». E per questo sono usati «mezzi più sicuri e veloci riguardanti numeri ridotti di migranti che, giunti a destinazione, riescono a sfuggire ad ogni vigilanza e ad operare al di fuori dei circuiti istituzionali dell’accoglienza».

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