Politica

Santi Cappellani: il deputato M5S che non trovava la password di Rousseau lascia

@neXt quotidiano|

santi cappellani

Il deputato nazionale catanese del M5s Santi Cappellani ha lasciato il movimento con una mail inviata ieri sera perché “non avrebbe senso rimanere in una squadra in cui non ci si riconosce più” e perché “avvertivo da tempo la profonda frustrazione” di “non poter rappresentare il temine di cui ci fregiamo” e “non poter rispondere ai territori per non minare gli equilibri di questo o quel governo”. Lo scrive La Sicilia.

Nella missiva, riporta il quotidiano, Cappellani, 29 anni, studente di Psicologia e manager nell’azienda di famiglia, che aveva spiegato di non avere potuto ‘pagare’ il movimento perché non ricordava la password d’accesso al sistema, scrive che il M5s si è “imborghesito, finito in una spirale di autoreferenzialità”. “Quando sento la frase ‘pugno di ferro’ – aggiunge – rabbrividisco”. Secondo Cappellani nel M5s c’è “più ascolto a comunicazione e sondaggi” che “al sentire comune e della base”. E “mentre ci si apriva giustamente alla società civile con gli uninominali, si cancellavano dalle liste attivisti storici, senza alcuna motivazione”, sostiene Cappellani. Che contesta “una serie di azioni di imperio che hanno fatto venire meno proprio il sentirsi comunità”, a partire dai “facilitatori” voluti con la “volontà di eliminare ogni voce critica e ogni pensiero pensante”. Infine contesta che in Sicilia il M5S “è in preda all’anarchia, non vi è una linea comune, molto spesso, e senza confronto, vengono prese posizioni contro i nostri stessi alleati di governo e contro le azioni dei nostri stessi ministri. Gli amministratori locali sono abbandonati a se stessi. E mi fermo qui”.

santi cappellani

Il 5 gennaio scorso Cappellani aveva sostenuto con il Corriere della Sera di non aver effettuato le restituzioni a causa di un “inconveniente tecnico”:

«Sto per inviare ora una mail all’audit di tirendiconto.it per spiegare che il mio è solo un inconveniente tecnico»: Santi Cappellani, deputato siciliano, prova a raccontare i motivi del suo ritardo (di un anno) nelle rendicontazioni. «Le restituzioni sono disposto a farle, ma sono tecnicamente impossibilitato», dice. E aggiunge: «Mi sono dimenticato la password, mi era già capitato lo scorso anno e ora non riesco ad accedere alla pagine che servono per caricare i bonifici». Cappellani è uno degli otto «papabili» Cinque Stelle in odore di espulsione.

La riunione del 7 gennaio tra gli organi di garanzia M5S e i capigruppo potrebbe segnare il suo prossimo destino politico. E non solo il suo. I parlamentari si scambiano indiscrezioni e battute sui «super ritardatari». C’è chi ironizza soprattutto su Nicola Acunzo e suoi impegni: il deputato è indietro di dodici mesi nelle restituzioni, ma ha avuto una piccola parte nel film Netflix «I due Papi».

Leggi anche: I 167mila euro che Salvini spende su Facebook