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Salvini spiega che ha un terrore matto di andare a processo sulla Gregoretti

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Matteo Salvini è terrorizzato dall’eventualità di finire a processo davanti al tribunale dei ministri per il caso della Nave Gregoretti. Lo si evince dal furbo tentativo di condividere la responsabilità con Giuseppe Conte e Luigi Di Maio, ma anche – e soprattutto – dall’intervista rilasciata a Marco Cremonesi sul Corriere della Sera in cui minaccia un po’ a vanvera sul decreto sicurezza ma accenna ai suoi avvocati che gli sconsigliano di andare in giudizio e soprattutto parla della legge Severino:

Perché parla di onore?
«Guardi, io in questi mesi sto conoscendo la doppia faccia di Conte e Di Maio. Però, se dovessi dire che sono sequestratori o che so io, non lo farei. Se loro invece ritengono che io sia un delinquente che merita 15 anni di carcere… Ma io li attendo al varco».

Su che cosa?
«Sul decreto sicurezza. Il Parlamento aveva tolto l’attenuante per “tenuità del fatto” in caso di aggressioni a pubblici ufficiali. Ora, mi dicono che la riporteranno nella legge. Ma io mi metto nei panni di qualsiasi poliziotto o carabiniere. E se provano a ridare fiato ai balordi e ai violenti, a quel punto si muove il Paese».

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Il 20 gennaio si voterà l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti. Di Maio ha detto che i 5 stelle sono a favore. È preoccupato?
«È una cosa surreale. Per un certo verso, anche se gli avvocati mi suggeriscono il contrario, sarei curioso di finire in Aula. Comunque, se decideranno, processo sia: idealmente in quel tribunale ci saranno con me milioni di italiani. Quanto a Di Maio, ha cambiato idea sui miei processi come l’ha cambiata su tante altre cose».

Perché il processo sarebbe surreale? È la legge.
«È normale che si spendano soldi perché ho difeso i confini? Io sarei peggio di uno stupratore: per lo stupro la pena è di 12 anni, per il sequestro gli anni sono 15. Detto questo, noi stiamo preparando tutta la documentazione. Al termine dei quattro giorni di presunto sequestro ottenemmo che 5 Paesi europei si suddividessero gli immigrati. Una cosa è certa: lo rifarei. E se gli italiani lo vorranno, lo rifarò. Sempre che non ci siano stranezze legate alla legge Severino».

Perché Salvini accenna alla Severino? In primo luogo è curioso sottolineare che Salvini si stupisca perché il sequestro di persona sia punito con più anni di carcere rispetto allo stupro: essendo un reato più grave, cosa c’è da stupirsi? In secondo luogo, ecco l’accenno finale alla legge sull’incandidabilità, perché stabilisce che sono “ineleggibili e non candidabili coloro che sono stati condannati a più di due anni di reclusione per i reati punibili almeno fino a quattro anni”. Questo è un reato da 15 anni. Adesso si capisce da cosa sia terrorizzato il Capitano.

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