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Marcello Foa, la strana mail per fregare soldi alla RAI e il numero dell’avvocato sul telefono del presidente

Foa ha sostenuto di aver ricevuto la richiesta di fondi da un indirizzo mail credibile, al quale avrebbe risposto, innescando uno scambio concluso con l’invio di un recapito telefonico corrispondente a un avvocato di Ginevra. Salini dice di aver ricevuto una mail in cui «questi signori mi riferivano il contenuto del mio colloquio con il presidente»

marcello foa

Il caso della falsa mail del ministro Tria si ingrossa e coinvolge ancora di più Marcello Foa e Fabrizio Salini. Nei giorni scorsi abbiamo raccontato quanto fosse comico che un presidente della RAI che scrive libri sulle fake news fosse caduto nella trappola di una mail di scam che somigliava alla truffa dell’eredità nigeriana. Ora l’a.d. della RAI fornisce altri dettagli sulla vicenda che inguaiano l’ex direttore di media svizzeri e collaboratore del Giornale.

Marcello Foa, la strana mail per fregare soldi alla RAI e il numero dell’avvocato sul telefono del presidente

I due, ascoltati ieri separatamente in commissione Vigilanza sul caso della email inviata a Foa da un mittente che si è spacciato per il ministero dell’Economia, con la richiesta di versare circa un milione di euro su un conto in Svizzera di una società cinese per onorare un contratto, hanno fornito versioni contrastanti al punto da indurre il presidente Alberto Barachini, con il consenso unanime della commissione, a inviare gli atti in Procura. Scrive il Corriere della Sera:

Il punto è che la ricostruzione che avrebbe offerto Salini metterebbe in difficoltà il presidente. L’ad avrebbe raccontato che Foa si sarebbe presentato da lui con l’email e la richiesta di darle seguito, versando la somma richiesta presso un avvocato di Ginevra. Qualche tempo dopo, di fronte all’insistenza di Foa di ottemperare alla richiesta, Salini avrebbe opposto di aver verificato con il ministero dell’Economia che l’email era un fake.

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Secondo la ricostruzione dell’ad, Foa veniva chiamato dall’avvocato svizzero sul proprio cellulare. Circostanza che Foa avrebbe detto di non ricordare. Il presidente avrebbe ammesso di non aver chiamato mai il Mef e di essere entrato in contatto con l’avvocato svizzero. Foa avrebbe riferito di aver saputo da Salini che l’email era una truffa e di aver sporto denuncia dopo Salini. Foa ha smentito che l’email avrebbe indicato il conto corrente su cui versare il denaro.

Ma la storia non finisce qui. Perché le due versioni cozzano anche su altri punti.

La mail per fregare soldi alla RAI a cui Marcello Foa ha abboccato

Scrive Repubblica che il presidente, sentito per primo, ha infatti sostenuto di aver ricevuto la richiesta di fondi da un indirizzo mail credibile, al quale avrebbe risposto, innescando uno scambio concluso con l’invio di un recapito telefonico corrispondente a un avvocato di Ginevra, subito chiamato per stabilire un contatto diretto.

Solo a quel punto il presidente è andato a parlarne all’ad. Ma davanti alle sue perplessità si sarebbe fermato. Contrariato, si è alla fine detto Foa, perché Salini non aveva voluto mandargli la relazione sui fatti preparata per la Vigilanza. Ben altra la ricostruzione dell’ad. Incalzato dai parlamentari, Salini ha smentito su tutta la linea. Non solo ha dimostrato di aver mandato a Foa la relazione, esibendo copia della ricevuta, ma rispetto alla vicenda della mail ha rivelato date e circostanze: a cominciare dal giorno in cui il presidente è andato da lui per «caldeggiare l’iniziativa» che «io ho giudicato folle», avviando subito le opportune verifiche.

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Sorpreso perché Foa aveva memorizzato sul suo smartphone il numero del fantomatico avvocato di Ginevra che chiedeva soldi per conto di Tria. E c’è di più. Dopo il burrascoso faccia faccia, Salini ha ricevuto una mail in cui «questi signori mi riferivano il contenuto del mio colloquio con il presidente».

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