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Come Salvini si dispiace per i vigili del fuoco morti a Quargnento dopo averli fregati

salvini vigili del fuoco

Stamattina Matteo Salvini ha sentito il bisogno di mandare “una preghiera e un pensiero” ai tre Vigili del Fuoco morti questa notte a Quargnento in provincia di Alessandria nell’esplosione di un edificio; secondo fonti investigative i vigili del fuoco sarebbero intervenuti per un principio di incendio e una volta arrivati alla cascina sarebbero stati travolti dall’esplosione. Quargnento è un paese di poco più di mille abitanti nella piana di Alessandria, al confine con le colline del Monferrato. Una zona agricola dove sono presenti numerose cascine.

Come Salvini si dispiace per i vigili del fuoco morti dopo averli fregati

Chissà se si tratta però dello stesso Salvini che è sempre presente in prima linea nel fare condoglianze – soprattutto quando c’è da sciacallare su qualche fatto di cronaca – ma è meno attento quando da ministro deve pagarli. Come abbiamo raccontato all’epoca, i pompieri si aspettavano l’incremento dei fondi per migliorare salari e previdenza del personale, con risorse aggiuntive per assunzioni, passaggi di qualifica, cura sanitaria del personale a titolo di anticipo, straordinari per soccorso, incremento delle dotazioni organiche. E sullo sfondo, il nodo della paradossale esclusione del corpo dei vigili del fuoco dall’assicurazione Inail.

Il governo, in particolare il vicepremier e ministro degli Interni Matteo Salvini, si era impegnato su queste misure, inizialmente confluite in una ventina di emendamenti al Decreto sicurezza (testi del Pd compresi). Salvini per l’ammissibilità di quelli della Lega aveva ingaggiato e si era aggiudicato un aspro duello con il presidente della Camera, il grillino Roberto Fico («Vittoria su tutta la linea. Dalle parole ai fatti», aveva twittato a obiettivo raggiunto).

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Ma nell’articolato approvato con il voto di fiducia a Montecitorio, e che in settimana passerà l’esame del Senato senza modifiche, di quelle misure è rimasto ben poco: «Tutto si riduce — spiega Giulianella — ad un aumento delle ore straordinarie e dei richiami del personale volontario, e al taglio dei tempi formativi del personale, scelta a discapito della sicurezza. Insomma, un bluff. Dove non si arriva con la capacità politica si arriva con le menzogne.

Le loro retribuzioni sono solo al decimo posto nella graduatoria di quelle medie del pubblico impiego (l’1,07% del costo del lavoro statale complessivo). Lo stipendio di vigili, capi squadra e capi reparto oscilla tra 1.400 e 1.600 euro al mese, ma agli operativi è preclusa la carriera direttiva con le relative retribuzioni. Un  francese guadagna fino a 500 euro in più, mentre un poliziotto italiano circa 300. «Troppe le volte, a scopo propagandistico ed elettorale, sono stati usati gli abiti da lavoro dei vigili del fuoco. L’attuale ministro dell’Interno in carica ne è l’emblema, anche se non l’unico» disse all’epoca Mauro Giulianella, coordinatore nazionale del sindacato dei vigili Cgil. A gennaio il sindacato Usb dei vigili del fuoco aveva provocatoriamente denunciato Salvini per aver indossato la divisa: “Un’idea ci sarebbe, per risolvere il problema dei fondi: moltiplichiamo le apparizioni abusive di Salvini in divisa per il massimo della sanzione pecuniaria prevista dall’articolo 498 CP. Ce ne sarebbe per tutto il comparto e avanzerebbe anche qualcosa per iniziare a rimborsare il popolo italiano dei 49 milioni fatti sparire dalla Lega”.

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