Economia

Salvini, i grillini e lo scambio tra trivelle e TAV

La Lega ha mollato la battaglia sulle trivellazioni. Per passare all’incasso sulla TAV?

lega trivelle

Repubblica racconta in un retroscena cosa è accaduto sulle trivelle e perché la Lega ha ceduto sull’emendamento trivelle al DL Semplificazioni con un compromesso al ribasso:

Nel summit notturno il capo dei 5S fa la voce grossa: spiega che sulle trivelle va trovato un accordo — come è accaduto con la riduzione dell’Ires sul no-profit — per scongiurare le dimissioni del ministro Costa e reggere le pressioni dei suoi parlamentari aizzati da una base in tumulto. Un’urgenza che lo stesso premier aveva confidato poche ore prima alla cancelliera tedesca a Davos: «I sondaggi stanno calando, i 5S sono in sofferenza, al 26-27% mentre Salvini è al 35-36», aveva rivelato Conte a Merkel nel colloquio privato catturato in un fuori onda da Piazza Pulita.

«Sono preoccupati, quindi si chiedono quali sono i temi che ci possono aiutare in campagna elettorale». Lo sa bene Salvini. Che non a caso prima avverte Di Maio: se continua così — gli dice — non basterà più il loro rapporto personale a tenere insieme i gialli e i verdi. Quindi tira la corda, ma non tanto da spezzarla. Lavorando a una soluzione per contenere i danni. Sino al compromesso al ribasso che sospende per 18 mesi i permessi per la ricerca di idrocarburi, salva i procedimenti in corso e aumenta di 25 volte i canoni per le concessioni.

di maio referendum trivelle

E così, mentre Beppe Grillo andava all’attacco sul carcere per la Xylella voluto dalla Lega, Di Maio e Salvini si accordavano ma il prezzo dell’ok, viste le parole successive del Capitano, sembra essere la TAV:

Da Lezzi a Fraccaro, l’ala governista è in tripudio: «Contratto rispettato». E pazienza se nel frattempo l’alleanza coi leghisti va in pezzi. Salvini, sul piede di guerra, a sera va in tv e rilancia: «La Tav va assolutamente fatta, anche perché costa più non farla che farla. Sto ancora aspettando questa benedetta analisi costi-benefici». E perché il messaggio risulti più chiaro annuncia: «Nei prossimi giorni sarò a Chiomonte per incontrare i centinaia di poliziotti che da mesi, per difendere un cantiere, sono oggetto di lanci di sassi, pietre, bastoni e bottiglie». Da chi è sottinteso: gli attivisti difesi dai 5S. Che però non intendono farsi intimidire: «Se i costi saranno superiori ai benefici la Tav non si farà», trapela da fonti parlamentari.

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