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Salvini dice che l'Italia dovrebbe aprire le porte a "chi scappa da guerre vere, come questa in Ucraina"

Massimiliano Cassano|

Salvini

“L’Italia ha il dovere di spalancare le porte a chi scappa”: sembrerà incredibile ma a pronunciare queste parole è Matteo Salvini, che da quando la Russia ha invaso l’Ucraina sta facendo i conti con il suo passato da supporter di Vladimir Putin. Dopo aver poggiato un mazzo di fiori all’ingresso dell’ambasciata ucraina a Roma, molti gli hanno fatto notare i suoi slogan a favore della politica del Cremlino.

Salvini dice che l’Italia dovrebbe aprire le porte a “chi scappa da guerre vere, come questa in Ucraina”

L’ultima giravolta del leader della Lega è sull’accoglienza dei migranti. “Mentre spesso si parla di guerre finte, questi profughi sono veri e scappano da guerre vere”, ha sottolineato intervenendo al Senato dopo l’informativa di Mario Draghi. E proprio rivolgendosi al premier ha aggiunto: “Lei rappresenta un Paese che sul dialogo, l’equilibrio e la mediazione ha fondato la sua cultura. Quindi porti il nome dell’Italia nel nome del dialogo. A noi la guerra non piace mai”. È Salvini quindi a decidere se una guerra sia “vera” oppure no, e se – quindi – i profughi abbiano o meno il diritto di scappare. Repubblica centrafricana, Sudan, Somalia, Siria, Afghanistan sono paesi che hanno visto la loro recente storia dilaniata da conflitti interni violentissimi: eppure Salvini non poneva la questione di legittimità quando fermava le navi delle ong che nel Mediterraneo – anche durante il suo periodo al Viminale – ne salvavano a centinaia. Secondo i dati del Ministero degli Interni, da inizio gennaio a ieri 25 febbraio sono sbarcati in italia 117 sudanesi e 331 afghani.

Fonte: Ministero degli Interni

L’emergenza umanitaria in seguito all’invasione dell’Ucraina

Ieri intanto l’alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) Filippo Grandi ha fatto sapere che già 50mila rifugiati hanno varcato i confini occidentali dell’Ucraina per dirigersi in polonia e in Romania. Ad oggi il numero è salito intorno ai 70mila. “Siamo già nel Paese e in quelli limitrofi. C’è una sorta di resilienza e abbiamo grandi capacità di soccorso umanitario, ma il problema è che i numeri potrebbero superare la nostra capacità di accoglienza”, ha aggiunto parlando al summit dei sindaci del Mediterraneo in corso a Firenze. In caso il conflitto degenerasse potrebbe emergere un’imponente emergenza umanitaria: l’Onu stima che fino a 5 milioni di persone potrebbero andare in cerca di una terra sicura.